Samir, mediazione della Farnesina

Presto in Algeria la mamma del bimbo «rapito» dai parenti musulmani
VILLORBA. Sul caso di Samir, il bimbo di due anni e mezzo rapito in Algeria dai nonni e dal padre, è ufficialmente intervenuta la Farnesina. Il ministero degli Esteri ha comunicato a Giulia Cappello di aver preso contatti per aprire una mediazione direttamente in nord Africa. Non appena gli emissari del ministero avranno preparato il terreno, la mamma di Villorba partirà con loro alla volta dell’Algeria. Secondo la famiglia inoltre, Fusi, padre di Samir, sarebbe stato segnalato a Parigi. Angela ha potuto parlare anche nei giorni scorsi con il figlio, venendo rassicurata sul suo stato di salute.


Da quindici giorni ormai si cerca una strategia che possa aver successo, un piccolo spiraglio di luce a cui aggrapparsi per far tornare in Italia Samir. Tra leggi che non agevolano (in Algeria vige la sharia, che non consente di processare Fusi per sottrazione di minore), indagini complicate, mediatori volontari, ma improvvisati, ora quello spiraglio viene dunque aperto dalla Farnesina.


Il Ministero degli esteri si era già interessato alla vicenda, consigliando ad Angela M. e alla madre Giulia Cappello di affidarsi ad un avvocato e di spedire una lettera all’ambasciata italiana in Algeria, e a quella Algerina in Italia. Ma ora l’interessamento si è fatto ben più concreto. Martedì la famiglia del piccolo Samir è stata raggiunta da una telefonata, «sia pronta a partire in qualsiasi momento», sono state le parole dei funzionari della Farnesina. Il ministero sta cercando dei contatti in Algeria, anche per mezzo dell’ambasciata italiana, per porre i presupposti per una trattativa.


Quando tutto sarà pronto, una seconda telefonata comunicherà ad Angela la data di partenza, che potrebbe avvenire già la prossima settimana. Il 29 giugno scorso, senza alcun preavviso, Fusi, padre di Samir, era partito con il bambino, avvisando la moglie di raggiungerlo non appena avesse avuto le ferie. Il gesto di Fusi aveva messo in allarme mamma Angela, che il 10 luglio scorso era partita alla volta dell’Algeria. Giunta a Belabes, i parenti del marito le avevano tolto il cellulare, i 200 euro che aveva in borsa, le avevano impedito di uscire di casa, sorvegliandola a vista, giorno e notte. Ma il 30 luglio in aeroporto, al ritorno dall’Algeria, erano atterrati solo Fusi e Angela.


Il bimbo è tuttora trattenuto in Algeria dai nonni paterni. Fusi intanto ha fatto perdere le proprie tracce. Ma nell’ultima settimana i contatti telefonici tra il padre e Angela M. si sono intensificati. «Gli abbiamo chiesto di ridarci il bimbo, con il patto che tre mesi all’anno lo avrebbero potuto tenere in Algeria - fanno sapere da casa Cappello - Ma lui ci ha risposto che Samir crescere lì, con i precetti musulmani».

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