Referendum sulla giustizia: urne aperte per 4,3 milioni di veneti

Incognite sul peso del voto estero. Sono oltre 500 mila i residenti fuori dai confini iscritti all’Aire, il 76% non è nell’Unione europea

Federico Murzio
Il fac- simile della scheda per votare al referendum sulla giustizia
Il fac- simile della scheda per votare al referendum sulla giustizia

Ci siamo. Il referendum Giustizia apre le porte dei seggi agli elettori. Oggi, dalle 7 alle 23, e domani, dalle 7 alle 15. L’espressione «ci siamo» sposa naturalmente un’idea di attesa, che finora, va detto, sembra appartenere solo ai partiti.

Per tutti gli altri, o perlomeno per una parte degli altri, l’interesse è limitato a comprendere se e in che modo un esito positivo possa influire sull’unico elemento che interessa le province altamente industrializzate del Veneto: i tempi della giustizia.

Detto questo, si tratta di un referendum costituzionale confermativo. Il che significa che indipendentemente dall’affluenza il risultato sarà valido. Il corpo elettorale in Veneto è composto da 4 milioni e 294 mila persone aventi diritto. E in questo elettorato attivo ci sono 524 mila elettori veneti residenti all’estero e iscritti all’Aire.

Il quesito

Quattro le questioni per un’unica domanda. L’elettore avrà vita facile: è sufficiente mettere una “X” sul “Sì” o sul “No”. Anche il testo è di poche righe. «Approvate il testo della legge di revisione (...) con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?”». Ma è proprio questa semplicità di lettura a nascondere la complessità.

Le quattro questioni toccano temi bollenti. Si parla della separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante; se vince il “Sì” giudici e pm avranno ruoli distinti, se vince il “No” rimane tutto invariato (concorso unico e stesso ordine). Si parla poi del Consiglio superiore della magistratura; con il “Sì” ci saranno un Csm requirente e un giudicante, con il “No” un solo Csm con 33 componenti.

La terza questione è conseguente alla seconda: con il “Sì” i magistrati dei rispettivi Csm non saranno più eletti dai colleghi ma sorteggiati a sorte tra tutti gli appartenenti alle rispettive categorie, con il “No”, resta tutto invariato.

Il quarto quesito è la questione disciplinare: con il “Sì” sparisce la sezione disciplinare del Csm che sarà sostituita con l’Alta corte disciplinare, organo distinto dai Csm. Insomma, il referendum tocca questioni di cui si parla dalla nascita della Repubblica e che solo apparentemente hanno nulla a che fare con la vita del cosiddetto uomo della strada.

Gli elettori

Gli aventi diritto sono 4 milioni e 294 mila. E interessati al referendum ci sono anche i veneti iscritti all’Aire. L’affluenza e il peso del voto di questi sono variabili incerte. La provincia con più elettori iscritti all’Aire sul totale del Veneto è Treviso (28,6%), seguita da Vicenza (20,4%) e Padova (13%). Venezia, Verona e Belluno si attestano intorno all’11%, Rovigo 4,4%. In media, il 76% degli elettori veneti risiede al di fuori della Ue.

Il politologo Paolo Feltrin ricorda che «tra il 2016 e il 2025 si sono svolti 9 referendum e solo in due di questi vi è stato un comportamento divergente dalla maggioranza in Italia. Si parla del costituzionale 2016 e del confermativo nel 2022, gli italiani all’estero hanno abbassato i “Sì” dello 0,9 %». 

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