Rapina di Cortina, gocce di sangue nell’auto abbandonata: uno dei malviventi è rimasto ferito
Carabinieri e polizia hanno acquisito anche le registrazioni delle telecamere. Sequestrata la vettura lasciata a Crignes. «Erano entrambi a volto scoperto, sembravano clienti normali»

Tracce di sangue, fotogrammi di telecamere, testimonianze. L’auto utilizzata per la fuga è stata messa sotto sequestro e si stanno effettuando tutti i rilievi anche alla ricerca di eventuali impronte da comparare con chi è già noto ai data base. Un filo sottile nelle mani degli investigatori sulle tracce dei tre rapinatori della gioielleria Cacciari Salvati, ripulita mercoledì mattina senza colpo ferire, in pieno centro a Cortina. Carabinieri, commissariato di Cortina e la squadra mobile della questura stanno portando avanti gli accertamenti sul colpo nel negozio di Corto Italia che ha fruttato un bottino che si stima in 300mila euro. Nella vettura abbandonata a Crignes dai malviventi per fuggire su un’altra più “pulita”, sarebbero state rilevate gocce di sangue: uno dei due rapinatori piombati nella gioielleria ampezzana potrebbe essersi ferito spaccando le vetrinette dalle quali ha poi portato via i gioielli. Le teche che contenevano orologi e valori, sono state infrante con oggetti contundenti da uno dei due, mentre il complice teneva in scacco la commessa del negozio puntandole una pistola in faccia. Un dettaglio, quello delle gocce di sangue, che può fare la differenza e potrebbe mettere polizia e carabinieri su una pista certa, anche se ad ora i banditi possono aver guadagnato l’estero con la loro fuga: difficile che siano passati per la medicina ufficiale per la cura del ferito. Il colpo “perfetto” ha visto la banda arrivare a bordo di una vettura rubata nei paesi dell’Est Europa, alla quale sarebbe stata apposta una targa italiana, anche questa oggetto di furto lungo la via. L’auto utilizzata nel primo pezzo di fuga, subito dopo il colpo, è stata quindi abbandonata a Crignes, dove i banditi avevano un altro mezzo “pulito”, sul quale si sono allontanati. Potrebbero anche essersi cambiati per non dare nell’occhio. Cortina è disseminata di telecamere e gli inquirenti hanno ovviamente già acquisito le registrazioni disponibili dagli impianti comunali. Ora tutti questi reperti vengono passati al setaccio. Un supporto potrebbe venire anche dal mega sistema montato da Leonardo per le Olimpiadi, anche se qui la situazione si scontra con il riserbo legato al funzionamento della macchina olimpica. In negozio intanto si continua l’inventario e si sostiene umanamente la povera commessa che è stata minacciata con un’arma ed è ancora sotto choc per quanto vissuto. Erano a volto scoperto i due malviventi che si sono presentati all’ingresso della gioielleria l’altra mattina, suonando semplicemente il campanello: «Sembravano due clienti normali», spiegano negli ambienti legati ai titolari della prestigiosa attività. «La commessa è molto provata da quanto si è trovata a vivere, d’altronde con una pistola puntata alla testa chi non lo sarebbe?».
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