Dress code in pizzeria, il locale vieta (ai maschi) l’ingresso in canottiera

Il titolare del Saporoso, il locale di via Podgora a Conegliano: «Per evitare che si ripeta il caso ho ritenuto fosse opportuno mettere un avviso scritto»

Enzo Favero
La lavagna con il divieto posta all'ingresso del locale
La lavagna con il divieto posta all'ingresso del locale

Canottiera vietata in pizzeria: non è un abbigliamento decoroso. Accade alla pizzeria Saporoso di via Podgora a Conegliano dove Stefano Durante, il titolare, ha messo davanti all’ingresso del suo locale la lavagna con la scritta “No uomini in canottiera”.

Le canottiere sul torace degli uomini, a suo dire, stonano al di fuori delle mura di casa. E Stefano Durante, all’interno del suo locale, vuole un certo decoro. Quindi l’invito, mascherato da divieto, è quello di presentarsi con abbigliamento consono, non in ciabatte, canottiera e boxer come se si fosse in spiaggia.

Il caso

Tutto sarebbe nato un paio di sere fa, quando ai tavoli del Saporoso si sono presentati due uomini con un outfit...discutibile.

«Si erano seduti ad un tavolo e qualche tavolo più in là c’erano delle signore» spiega Stefano Durante, «a quel punto ho invitato i due ragazzi ad accomodarsi in saletta dove non c’era nessuno se volevano mangiare nel mio locale perché non era decoroso vederli seduti a mangiare in canottiera in mezzo alle altre persone. Non hanno creato problemi e si sono spostati all’interno nella saletta dove c’erano solo loro due. Non erano miei clienti abituali, penso fossero dei ragazzi che lavorano per qualche impresa in un cantiere in zona e si erano presentati così, in canottiera. Per evitare che si ripeta il caso ho ritenuto fosse opportuno mettere l’avviso, ricordando che i clienti maschi sono invitati a non presentarsi abbigliati così perché non è decoroso».

Ai due ragazzi in canottiera ha pure spiegato che avrebbe messo all’esterno del locale quell’avviso proprio per evitare il ripetersi di situazioni che potrebbero diventare sgradevoli.

La ratio

«È un luogo dove si cena e ci vuole un abbigliamento decoroso» sottolinea Stefano Durante, «in canottiera e ciabatte non si va più nemmeno al chiosco in spiaggia, a maggior ragione in un locale in città dove ci si trova seduti vicino ad altre persone, un abbigliamento decoroso mi sembra il minimo che possa essere richiesto in un ambiente pubblico, non è una questione moralistica, è solo questione di buon gusto, l’ho spiegato ai due ragazzi quando alla fine abbiamo bevuto assieme un digestivo e loro hanno capito il mio punto di vista».

Una iniziativa che a Conegliano e dintorni fa il pari con altre per certi versi simili: a Ponte della Priula, per esempio, i titolari di un bar avevano vietato l’ingresso ai “maranza” in tuta.

Non è la prima volta che Stefano Durante usa quella sua lavagna per lanciare messaggi ai clienti della pizzeria: a gennaio 2025 aveva scritto: “Se bevi...ti porto a casa”.

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