Il Pd verso la resa dei conti dopo il flop di Venezia: «Adesso i candidati civici»

Tra i dem bocche cucite, gli effetti del voto si fanno sentire. A Treviso penalizzati gli esponenti di partito

Laura Berlinghieri
Ca’ Sugana, sede del municipio di Treviso
Ca’ Sugana, sede del municipio di Treviso

 

Reazione a catena. Perché, va detto, pure in casa centrosinistra c’è chi non aspettava altro. E la débâcle del Pd di Andrea Martella a Venezia, allora, è stata un aiuto insperato. Tra i dem le bocche tendono a rimanere cucite: «Stiamo riflettendo» è il refrain che si ripete. Ma in una politica vocata a correre, e per la quale ogni momento è alba del prossimo, allora alle analisi seguono le reazioni.

Un civico per Treviso

E una spicca a Treviso: la disfatta di Venezia dimostra la disaffezione degli elettori alla politica dei partiti. In una città dove già la corsa sarà in salita, serve un civico.

Certo al voto manca almeno un anno, forse addirittura due: tutto dipende da cosa vorrà fare il sindaco Mario Conte. E d’altra parte gli strascichi del voto veneziano potrebbero palesarsi pure in casa centrodestra, dove il disastro leghista (appena il 4,7% di voti) certo non aiuterà il vicesindaco Alessandro Manera, con tessera del Carroccio, nella corsa a Ca’ Sugana.

Ma la rivoluzione riguarda soprattutto il centrosinistra. Con il campo largo che ancora si sta interrogando sull’identità del suo frontman, chiamato al tentativo di spaccare il muro del centrodestra. Si faceva, per esempio, il nome del capogruppo dem in Consiglio comunale Stefano Pelloni.

Adesso a rischio, sotto questo nuovo vento di cambiamenti anti-partiti. Un nome civico – peraltro, sempre presente nel sondaggio di Scenari politici – è quello di Caterina Dozzo, 26 anni, astro nascente della politica di centrosinistra a Treviso. Candidata (ma non eletta) in Consiglio regionale con Le civiche venete, siede tra i banchi dell’opposizione in consiglio comunale.

Il congresso regionale

Certo ad avere voce in capitolo sarà il nuovo segretario regionale del Partito democratico: non Andrea Martella, ormai prossimo a cedere la mano. Dopo la Caporetto veneziana, potrebbe persino decidere di anticipare i tempi, avviando la maratona congressuale già nei prossimi giorni – con le scelte a livello di sezione, poi di provincia – mirando ad arrivare all’individuazione della nuova guida regionale già a settembre.

Le prossime comunali

Anche perché subito dopo arriverà il momento della scelta dei candidati alle amministrative. Con Treviso che è l’indiziata numero uno a subire l’impatto da Venezia. E Padova, dove il testa a testa è tra Andrea Micalizzi e Antonio Bressa, e Verona, al ballottaggio tra il bis di Damiano Tommasi e l’ingresso di Gianpaolo Trevisi, dove la discussione sembra già sui binari giusti. Anche qui, però, gli errori del passato hanno lasciato una traccia: la scelta sarà tra ottobre e novembre, certamente entro la fine dell’anno. Sì, ma chi?

 

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