Camera arbitrale islamica a Padova, Nordio: «La legge italiana non è negoziabile»

Il ministro della Giustizia definisce «metafisica» l’ipotesi di introdurre un sistema giuridico alternativo fondato sulla legge islamica in Italia: «Non può esistere un’alternativa civile o penale all’ordinamento italiano»

Nordio, camera arbitrale islamica? "Non può esistere sistema alternativo"
Nordio, camera arbitrale islamica? "Non può esistere sistema alternativo"

«È un argomento molto delicato», anche perché c’è un’indagine in corso, ma «va da sé che la legge italiana è un principio non negoziabile. Non può esistere un’alternativa civile o penale all’ordinamento italiano».

Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, interpellato alla Festa del Foglio sul caso della cosiddetta Camera arbitrale islamica di Padova, sul quale la Procura ha avviato accertamenti dopo un esposto dell’avvocato Francesco Minutillo, di Futuro nazionale.

«L’idea che nel nostro sistema processuale o giuridico possa essere introdotto un sistema alternativo ispirato non solo alla legge islamica, ma a qualsiasi altra fonte che non sia la legislazione e la Costituzione italiana, è metafisica, non può nemmeno essere presa in considerazione», ha affermato Nordio.

Il ministro ha tuttavia precisato che «nell’ambito di alcuni diritti disponibili si possano trovare forme di accordo, non necessariamente ispirate a una legge religiosa piuttosto che a una legge laica o a principi etici: questo fa parte di tutti i Paesi civili». Resta invece esclusa, ha ribadito, l’ipotesi di «un sistema alternativo» all’ordinamento italiano.

Gli accertamenti 

Il procuratore di Padova, ha annunciato che la Procura «svolgerà i doverosi accertamenti». La vicenda ha suscitato reazioni politiche trasversali, con diversi esponenti che hanno espresso preoccupazione per l’eventualità di una forma di giustizia parallela. «La Lega farà tutto il possibile per fermare questa follia. In Italia esiste una sola legge, quella italiana», ha dichiarato il vicepremier e leader del Carroccio Matteo Salvini.

Anche l’Unione delle comunità islamiche d’Italia (Ucoii) aveva preso le distanze dall’iniziativa, definendo la Camera arbitrale «sedicente» e sottolineando che sarebbe stata promossa da soggetti «sconosciuti alle comunità islamiche italiane e privi di qualsiasi mandato». Iniziative di questo tipo, aveva aggiunto l’organizzazione, «non possono essere accettate».

I promotori della Camera arbitrale, presentata come uno strumento per risolvere controversie civili e commerciali in conformità con i principi della Shari’a, hanno dal canto loro precisato che l’organismo non è «un tribunale».

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