Olimpiadi Invernali, la giunta regionale congela 150 milioni per coprire il possibile deficit
Nel progetto di assestamento di bilancio la Regione Veneto accantona oltre 150 milioni di euro per far fronte a un eventuale disavanzo delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Congelati anche 45,6 milioni per il contenzioso sulla Superstrada Pedemontana

Il lascito delle Olimpiadi invernali si misura anche in soldi messi da parte: più di 150 milioni di euro. Risorse che la Regione ha deciso di lasciare nel congelatore, temendo che, prima o poi, qualcuno possa bussare alla sua porta e pretenderle. Questione nota. E che torna a fare capolino ora, con il peregrinare di commissione in commissione – dove sta incassando solo pareri positivi, sia chiaro – del progetto di legge della giunta, e specificamente dell’assessore Filippo Giacinti, sull’assestamento del bilancio regionale.
Le risorse accantonate
Accantonati 1,3 miliardi di euro, di cui quasi 900 milioni di fondo crediti di dubbia esigibilità. Ma a spiccare sono soprattutto le cifre a sei zeri messe da parte per i progetti monstre della storia recente della nostra regione: la Superstrada Pedemontana – ma in questo caso il termine “recente” suona quasi ironico – e le Olimpiadi invernali, appunto.
E quindi 45,6 milioni di euro per la prima, per tutelarsi nell’ambito del contenzioso con Sis, il concessionario della Spv. E altri 150 milioni (e rotti) per le Olimpiadi: 125,4 milioni di fondo per il concorso della Regione alla copertura dell’eventuale deficit del Comitato organizzatore dei Giochi olimpici e paralimpici invernali (oltre a 1,6 milioni per i Giochi giovanili del 2028), e altri 27,5 milioni come quota veneta a copertura degli impegni assunti con la lettera di patronage sottoscritta insieme alla Regione Lombardia.
L’assestamento di bilancio
Alla lista delle notizie che fanno storcere il naso, poi, la paralisi nella redistribuzione delle risorse ai differenti assessorati – natura dell’assestamento di bilancio – come eredità dell’esercizio provvisorio, con cui l’esecutivo di Alberto Stefani ha dovuto iniziare il nuovo quinquennio amministrativo.
«In sostanza, significa che la giunta non è ancora in grado di mettere in campo nemmeno un euro dell'avanzo disponibile, e rinvia l’impiego a una variazione di bilancio da fare a settembre. Significa che per quasi tutto il 2026 il Veneto resterà senza la possibilità di spendere importanti risorse, rispetto ai crescenti bisogni delle persone», commenta, stizzita, la consigliera di Avs Elena Ostanel.
Ma questa è un’altra storia. A sé, rispetto alla partita degli accantonamenti. In cui, a fare la parte dei leone, sono gli oltre 150 milioni legati all’esperienza, conclusa, delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali.
Il capitolo dei Giochi
Sul fronte dei Giochi di febbraio e marzo, la questione riguarda il braccio di ferro con Fondazione Milano-Cortina: l’ente che ha organizzato, promosso e comunicato tutti gli eventi legati ai Giochi. Guadagnando, certo; ma spendendo molto di più. Incassando 570 milioni tra sponsor e diritti tv, oltre a 200 derivanti dalla vendita dei biglietti, cui aggiungere i ricavi, non ancora noti, legati al merchandising. Ma, parallelamente, vedendosi lievitare le spese da 1,4 a 1,7 miliardi. Per un totale di 300 milioni di deficit, che qualcuno dovrà pur coprire, dato che MiCo si dissolverà il prossimo 31 dicembre, in perfetto pareggio.
E quindi quel “qualcuno” chiamato a mettere mano al portafoglio rischia di essere proprio il Veneto, pur se in buona compagnia. Anche perché il Cio, sollecitato dal nostro giornale, ha fatto sapere di non avere intenzione di mettere un euro.
Quanto al debito del Veneto, è tutto nero su bianco nel testo licenziato dalla giunta. Fa riferimento alla legge regionale 44 del 2019, in cui veniva previsto «un piano di riparto dell’impegno finanziario tra l’area dolomitica e l’area lombarda; e, all’interno dell’area dolomitica, tra gli enti interessati, utilizzando il medesimo criterio previsto dall’accordo sottoscritto con il riparto delle spese di candidatura».
E quindi il 50% del rischio per l’area lombarda, il 25% per Regione Veneto e Comune di Cortina, il 20% per la Provincia di Trento e il 5% per quella di Bolzano. Per un totale complessivo di 398 milioni di euro, di cui 99,4 in carico alla Regione, da pagare in sette anni. Soldi a cui aggiungere i 5,5 milioni di euro legati alle Paralimpiadi.
«Cifre enormi», accusa ancora Ostanel, «e noi da anni denunciamo il rischio che un modello costruito sugli annunci e su grandi opere ed eventi finisca per sottrarre spazio alle politiche sociali, ambientali e territoriali. Anche la Corte dei conti ha più volte richiamato l'attenzione sui rischi finanziari e sulla necessità di monitorare attentamente gli impegni assunti per Milano-Cortina».
La Pedemontana
Infine c’è il capitolo, noto pure quello, della Superstrada Pedemontana: 45,6 milioni di euro messi da parte per prudenza. Esito delle diverse valutazioni fatte dalla Regione e dal concessionario Sis sull’importo del canone di disponibilità previsto dal contratto. Poco più di 150 milioni, visti i ritardi, secondo Palazzo Balbi; quasi 50 milioni in più, stando al consorzio piemontese.
Due i ricorsi: uno davanti alla giustizia amministrativa, con una prima vittoria (impugnata) della Regione, e uno di fronte alla giustizia ordinaria. Quanto a quest’ultimo, l’udienza di merito è in programma a novembre, con sentenza attesa presumibilmente il prossimo anno. Nel frattempo, però, i 45,6 milioni rimangono nel congelatore.
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