Morto sul Passante, era stato speronato: si cerca l’auto pirata nei filmati
La polizia sta passando al setaccio le immagini di Cav. L’incidente aveva portato alla morte di Liberato Di Vivo. Prende sempre più piede l’ipotesi del coinvolgimento di un terzo veicolo

Sono al vaglio della Polizia stradale i filmati delle telecamere del Passante di Mestre – forniti della rete autostradale gestita dalla Cav, Concessioni autostradali venete – per capire se davvero, come ritengono gli investigatori, all’origine dell’incidente mortale in cui la notte tra martedì e mercoledì ha perso la vita il conducente di una Opel Astra, Liberato Di Vivo, ci possa essere un’auto pirata che per motivi in corso di ricostruzione ha urtato l’auto del papà nativo di Pompei ma residente da anni a Piazzola sul Brenta, facendolo uscire di strada e terminare la sua corsa contro un camion, senza lasciargli scampo.
La verità dai filmati
La Polizia stradale ha inviato la notizia di reato al pubblico ministero di turno, Andrea Petroni, che ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, per ora contro ignoti, come di default in questi casi. Ma la ricostruzione di quanto accaduto, potrebbe cambiare la cornice dell’incidente e le circostanze in cui si è verificato, capovolgendo la dinamica e gettando una luce diversa sull’accaduto.
Indagini suppletive
La Stradale ha chiesto l’autorizzazione all’autorità giudiziaria ad indagini suppletive, per capire se davvero un’auto ha urtato la macchina dell’uomo, facendo perdere il controllo al guidatore. Le immagini non sono nitide, questa la maggiore difficoltà. Per questo sono in corso approfondimenti per risalire alla dinamica, alla targa, rintracciare l’automobilista, verificare se si è fermato o se si è accorto di quanto accaduto ma ha proseguito la sua corsa egualmente, oppure se ci possano essere ulteriori svolte. Sono tante le ipotesi in campo.
Per ora, non si esclude alcuna pista, per riuscire ad arrivare alla verità dei fatti. In questo momento la Polizia procede come se si trattasse di un incidente stradale mortale, ma sta vagliando ogni circostanza, cercando testimoni e ricostruendo dai filmati esattamente l’accaduto, per delineare le responsabilità di eventuali terzi coinvolti.
Anche le analisi e i rilievi dei veicoli e lo stato dei mezzi, potrà dire molto sulla dinamica. L’ipotesi è che l’automobile che si è schiantata contro un Tir a lato della carreggiata causando la morte del conducente possa essere stata urtata da un altro mezzo, finendo la corsa contro l’autoarticolato.
Mezzi sequestrati
Per ora, il camion e l’auto sulla quale viaggiava Di Vivo, sono stati sequestrati e sono a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’incidente, l’ennesimo di una stagione che ha tinto di sangue le strade della provincia, si è verificato sul Passante di Mestre, in direzione Milano attorno alle 2. 30 di notte, prima dell’uscita di Spinea.
Liberato Di Vivo, che lavorava sia nella fioreria della compagna che come promotore di impianti fotovoltaici, nonché padre di una bambina, è finito fuori dalla corsia dell’autostrada andando a schiantarsi contro un mezzo pesante fermo sulla piazzola di sosta. L’autista avrebbe oltrepassato il confine della corsia autostradale andando a invadere la piazzola dov’era parcheggiato l’autoarticolato, tamponandolo e finendo la corsa sotto al mezzo pesante.
Ma con il passare delle ore, e grazie agli accertamenti in corso della Polizia stradale di Venezia, si è fatta strada un’altra ipotesi. Ovvero che coinvolto nell’incidente ci fosse appunto anche un terzo veicolo. Ed è su questa macchina che si concentrano adesso le indagini. Sul veicolo distrutto in cui ha trovato la morte Liberato Di Vivo, sarebbero infatti emersi i segni della collisione con un altro mezzo e non collegabili all’urto con il tir parcheggiato sulla piazzola di sosta.
Il nodo da sciogliere verte proprio attorno all’auto che sarebbe entrata in collisione con la Opel Astra di Di Vivo, che è poi a sua volta uscita di strada andando a schiantarsi contro l’autoarticolato in sosta sulla piazzola del Passante. Le indagini sono delicate, la Stradale è abbottonata per evitare di rendere noti dettagli che potrebbero compromettere le indagini in corso. In queste ore verrà sentito anche l’autista del mezzo pesante, fermo in piazzola di sosta, che potrà dire di più su quanto ricorda.
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