Morti sul lavoro, Stefani: «In Veneto sono in crescita, è un’emergenza»

Inaugurato alla Stanga, a Padova,  il murale “Zero morti sul lavoro” della Uil. Stefani: «È un’emergenza, servono più controlli, formazione e monitoraggi». Toigo: «111 vittime lo scorso anno, oltre 70 già nel 2026».

L'inaugurazione del murale a Padova
L'inaugurazione del murale a Padova

Le morti sul lavoro sono in crescita in Veneto e rappresentano «un’emergenza, un allarme per il nostro territorio». A dirlo è il presidente della Regione Alberto Stefani, intervenuto questa mattina a Padova all’inaugurazione del murale “Zero morti sul lavoro”, voluto dalla Uil per richiamare l’attenzione sul tema della sicurezza.

L’opera è stata realizzata dallo street artist trevigiano Diego Montagner sulla cabina Enel che alimenterà il Sir 2, in via Zamboni, nella zona della Cittadella alla Stanga, uno dei principali punti di accesso alla città. Il murale misura 8 metri per 4,5; sulle altre tre facciate della struttura sono stati riprodotti i loghi del sindacato.

All’inaugurazione hanno partecipato, oltre a Stefani, il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, il segretario di Uil Veneto Roberto Toigo e l’assessore del Comune di Padova Andrea Ragona.

Stefani: «Il 40% dei morti sul lavoro è di origine straniera, servono misure specifiche»

«Oggi è un’occasione importante per sensibilizzare sul tema», ha detto Stefani. «Le morti sul lavoro sono in crescita e rappresentano un’emergenza, un allarme per il nostro territorio. Va guardata in faccia la realtà e vanno studiate tutte le misure possibili».

Tra gli interventi indicati dal presidente ci sono il potenziamento degli Spisal, maggiori controlli e monitoraggi mirati. Stefani ha poi richiamato un altro elemento: «Il 40% dei morti sul lavoro è di origine straniera, anche questo va analizzato per valutare le misure da adottare».

Secondo il presidente della Regione, è necessario agire soprattutto sul fronte della prevenzione. «Bisogna potenziare i controlli non soltanto quando succede qualcosa, ma soprattutto nella fase precedente», ha spiegato, indicando come centrale anche la formazione dei lavoratori, in particolare di chi può incontrare maggiori difficoltà nella comprensione delle procedure e degli strumenti di sicurezza.

«La Regione del Veneto deve affrontare questa sfida, che è una sfida di tutti ed è una sfida di dignità», ha aggiunto Stefani. «Riguarda i lavoratori, ma riguarda moltissime famiglie. E riguarda anche le imprese, perché si lavora all’interno di una comunità».

Toigo: «Oltre 70 morti già quest’anno»

A richiamare i numeri degli incidenti è stato il segretario di Uil Veneto Roberto Toigo. «Pensiamo che passare da qui e poter vedere questo murale possa richiamare l’attenzione sulla sicurezza sul lavoro, visto che purtroppo i numeri continuano a essere drammatici», ha detto.

Secondo i dati citati da Toigo, lo scorso anno i decessi sono stati 111, mentre quest’anno sono già oltre 70. A questi si aggiungono più di 70 mila infortuni denunciati all’Inail.

Una lavoratrice che pensa alla famiglia

Al centro del murale di Montagner c’è un’operaia seduta durante una pausa dal lavoro, mentre pensa alla propria famiglia, raffigurata come una costellazione.

Accanto alla donna sono rappresentati i dispositivi di protezione individuale, cromaticamente collegati alle stelle che compongono l’immagine dei suoi familiari. Il messaggio dell’opera è quello del ritorno a casa: utilizzare correttamente i dispositivi di sicurezza significa ridurre il rischio di infortuni e aumentare la possibilità di riabbracciare la propria famiglia alla fine del turno.

Bombardieri: «La sicurezza è anche una questione culturale»

Il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri ha insistito sul valore culturale della campagna “Zero morti sul lavoro”.

«L’idea che noi della Uil abbiamo avuto sta diventando un’idea di comunità», ha spiegato. «È un’idea profonda, che è quella del rispetto della vita e della tutela della vita umana».

Per Bombardieri la sicurezza non è un tema da affrontare soltanto all’interno di fabbriche, cantieri e aziende. «La questione della sicurezza è anche una questione culturale», ha sottolineato.

Da qui la scelta di portare il messaggio nello spazio pubblico, in un luogo attraversato ogni giorno da migliaia di persone. «La possibilità di spiegare a chi passa qui per caso e ai tanti ragazzi che stanno dentro l’università che la tutela della vita viene prima di qualsiasi altra cosa e che lo sfruttamento del lavoro non può essere accettato, per noi è un elemento fondamentale».

L’auspicio, ha concluso Bombardieri, è che il murale possa diventare «la scintilla per lavorare tutti insieme e tutelare la vita umana».

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