Mail alla scuola con allarmi bomba scritte in arabo: studenti evacuati nel Padovano e nel Veronese

Allarme nella mattinata di lunedì 19 ottobre, la comunicazione riportava un allarme bomba come oggetto. Studenti e personale fatti uscire, poi i controlli dell’unità cinofila. Nulla è stato trovato, la stessa mail inviata a 45 istituti in tutta Italia. Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo: «Chiunque ci sia dietro queste minacce merita la più ferma condanna. Gli studenti non si toccano e le scuole non si usano per seminare paura»

La scuola media Vivaldi di Montegrotto
La scuola media Vivaldi di Montegrotto

Alle 10.10 di lunedì 19 ottobre è giunta all’indirizzo dell’istituto comprensivo di Montegrotto una mail che nell’oggetto riportava un allarme bomba. La direzione dell’istituto comprensivo ha immediatamente disposto l’evacuazione in via precauzionale della scuola media Vivaldi.

Nell’attesa dell’arrivo dell’unità cinofila, è stata organizzata per i ragazzi un’attività di conoscenza del territorio fuori dal perimetro scolastico. I carabinieri hanno verificato l’insussistenza dell’allarme e alle 11.45 è stato autorizzato il rientro dei ragazzi e del personale nella scuola.

«L’allarme - dichiara la dirigente Roberta Scalone - pur destando preoccupazione, è stato gestito in modo da arrecare il minor disagio possibile ai ragazzi. La mail è ora al vaglio degli inquirenti. Siamo stati informati che la stessa mail è stata inviata a 45 istituti a livello nazionale. La Vivaldi è stato l’unico istituto del Veneto».

Il sindaco di Montegrotto Riccardo Mortandello ringrazia i carabinieri e la polizia locale per la gestione dell’evacuazione in via precauzionale.

Non si tratta dell’unico istituto coinvolto. Per la provincia di Padova le scuole interessate sono altre due, la scuola Rodari per il capoluogo ed in provincia l’istituto Newton di Camposampiero e per Montegrotto Terme.
Sono, pertanto, scattati i protocolli di sicurezza con gli studenti dei tre istituti che sono stati fatti allontanare al fine di consentire le bonifiche effettuate dai nuclei anti sabotaggio della Questura di Padova e dei carabinieri di Padova con le bonifiche che hanno dato esito negativo.

L’evacuazione nel Veronese

Sono 27 i plessi evacuati nella provincia di Verona, in particolare a Castel d’Azzano e Bosco Chiesanuova. L’allarme è scattata dopo la condivisione di una mail, scritta in lingua araba, che annunciava la presenza di una bomba. Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo, condanna l’episodio: «La mail in lingua araba con allarmi bomba che coinvolgono le scuole del Veronese è un fatto gravissimo e inaccettabile. Chiunque ci sia dietro queste minacce merita la più ferma condanna. Gli studenti non si toccano e le scuole non si usano per seminare paura».

«La condanna è totale e senza riserve. Gli studenti devono poter andare a scuola senza essere esposti a intimidazioni e minacce. La sicurezza degli istituti scolastici non è negoziabile e chi colpisce la scuola colpisce l’intera società. Su questo non arretriamo di un millimetro: gli studenti non si toccano, la paura non può diventare uno strumento di intimidazione», conclude Borchia.

Stefani: «Il Veneto non accetta ricatti»

Sugli episodi che in queste ore stanno coinvolgendo le scuole venete si è espresso anche il presidente della Regione Alberto Stefani. «Gli allarmi bomba che hanno coinvolto diverse scuole del Veneto e di altre regioni italiane sono inaccettabili. Seminare paura tra studenti, insegnanti e famiglie, interrompere le attività didattiche e mobilitare le forze dell’ordine con segnalazioni prive di fondamento è un comportamento irresponsabile che non può essere tollerato».

Poi aggiunge: «Auspico che gli autori e i promotori di queste azioni vengano individuati al più presto e puniti con il massimo rigore previsto dalla legge. Il Veneto non accetta ricatti, intimidazioni o tentativi di creare un clima di paura, soprattutto quando vengono prese di mira le nostre scuole e i nostri ragazzi».

L’assessora regionale all’Istruzione Valeria Mantovan esprime vicinanza alle studentesse e agli studenti: «È fondamentale che simili condotte non compromettano la serenità delle comunità scolastiche e il regolare svolgimento delle attività didattiche».
 

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