Medici di base, liste d’attesa, personale: ecco i nodi della sanità in Veneto

Tavola rotonda a Mogliano organizzata dalle segreterie sindacali regionali di Cgil, Cisl e Uil. L’assessora Lanzarin: «Serve un patto trasversale, il comparto è in difficoltà»

Andrea Dossi
Il convegno sulla sanità pubblica organizzato dai sindacati (foto Fotofilm)
Il convegno sulla sanità pubblica organizzato dai sindacati (foto Fotofilm)

Tavola rotonda sul sistema socio-sanitario pubblico regionale tra i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil con l’assessora regionale alla Sanità Lanzarin.

Giovedì 30 marzo al DoubleTree Hotel di Mogliano si è tenuta un’assemblea unitaria delle tre sigle sindacali per un confronto sulla necessità della salvaguardia e del rafforzamento della sanità veneta: i problemi emersi sono la mancanza di medici di base, la lunghezza delle liste d’attesa e la carenza di personale.

“Serve un patto trasversale - spiega Manuela Lanzarin - La sanità è in difficoltà, se parliamo di medici di medicina territoriale notiamo poca appetibilità anche se abbiamo 800 medici in formazione nelle università di Padova, Verona e Ferrara con cui siamo convenzionati”.

Tiziana Basso, segretaria generale regionale della Cgil, pone l’accento sulla questione demografica mentre Gianfranco Refosco, segretario generale della Cisl Veneto, ricorda come stiano crescendo le problematiche legate alla sanità. Chiude Roberto Toigo, segretario generale della Uil Veneto, che parla dei carichi che subisce il pronto soccorso.

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