Sub morti alle Maldive, il faro dell’inchiesta sui permessi: «Forse non erano tutti validi»

Il governo delle Maldive ha aperto un’inchiesta sulla morte dei cinque sub italiani, tra cui il padovano Gianluca Benedetti. Recuperati due dei quattro corpi ancora nella grotta

Da sinistra Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri: i loro corpi sono ancora nella grotta
Da sinistra Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri: i loro corpi sono ancora nella grotta

Sub italiani morti alle Maldive, tra cui il padovano Gianluca Benedetti, 44 anni: c’è il dubbio dei permessi validi. «Per quanto riguarda l'inchiesta, quello che si è cercato di verificare sono stati i permessi: forse non c'erano tutti i permessi validi ed è per questo che in questo momento, le autorità hanno chiesto alle imbarcazioni di fermare tutte queste operazioni per poter portare avanti l'inchiesta»: così il portavoce del governo delle Maldive Mohammed Hussain Sharif a Rainews24.

Il recupero dei corpi

Due corpi dei sub sono stati recuperati nella giornata di martedì 19 maggio. Gli altri due dovrebbero essere recuperati mercoledì 20.

La salma di Benedetti, invece, era stata portata a riva nelle ore immediatamente successive alla tragedia di giovedì 14 maggio. Nelle operazioni di ricerca degli altri corpi è morto un sommozzatore maldiviano.

«Si tratta effettivamente di un'immersione complessa. All'interno della grotta la profondità scende ancora e quando si ha a che fare con ambienti ostruiti, buio, possibilità di scarsa visibilità, chiaramente le operazioni diventano complesse. Per noi la sicurezza è la priorità numero uno, quindi la squadra di soccorsi sa che questa deve essere la priorità anche per loro e non mettersi in pericolo», ha precisato Laura Marroni, vicepresidente e Ceo della fondazione privata Dan Europe, intervistata a Rainews24, «Siamo fiduciosi di aver inviato professionisti altamente qualificati che pensano alla sicurezza dei soccorritori prima di qualsiasi altra cosa».

Quando li hanno trovati, i corpi erano tutti insieme e si trovavano nel terzo settore della grotta. Al lavoro, oltre ai sommozzatori di Dan Europe, anche sub finlandesi, guardia costiera e polizia di portarli in superficie.

Il piano prevede che esperti di Dan Europe entrino nelle grotte per recuperare i corpi, a quel punto i sub della guardia costiera li portano dai 30 metri ai 7 metri e dopo questa fase ci sono le ultime operazioni e vengono portati completamente in superficie.

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