La Pianura Padana soffocata dall’ozono: cosa dice l’analisi di Legambiente

I numeri riguardano in particolare le concentrazioni nelle quattro regioni della Pianura Padana, ossia Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. L’assessora regionale all’Ambiente Venturini: «La qualità dell'aria è una sfida ambientale, sanitaria ed economica che richiede politiche concrete, investimenti strutturali e collaborazione»

Una foto scattata da un satellite Nasa mostra l'inquinamento della Pianura Padana
Una foto scattata da un satellite Nasa mostra l'inquinamento della Pianura Padana

A estate chiusa è ora di tirare le somme. Se guardiamo all’inquinamento atmosferico, nel 2026 il Veneto è maglia nera. Il bilancio di Legambiente, insieme a Arpa Veneto e Regione, guarda alle temperature record che hanno contrassegnato la stagione appena passata. Preoccupanti anche gli elevati livelli di ozono. I numeri riguardano in particolare le concentrazioni nelle quattro regioni della Pianura Padana, ossia Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

Dal 1 maggio al 30 settembre 2026 in tutte le 35 città capoluogo nell'area è stato superato il limite previsto dalla normativa di 25 giorni all'anno di sforamenti. Nel dettaglio sono quattro le città ad aver superato i 100 giorni di sforamento: Bergamo, Monza, Piacenza e Brescia.

La situazione in Veneto

In Veneto quattro dei sette capoluoghi hanno superato di oltre tre volte il limite dei 25 giorni (Vicenza 98, Padova 84, Verona e Rovigo 77), due capoluoghi di almeno il doppio (Venezia 66 e Treviso 60). Solo Belluno, ultima in classifica per gli sforamenti nel bacino padano, si è fermata a 31.

L'assessora regionale veneta all'Ambiente e clima Elisa Venturini sottolinea che «la qualità dell'aria è una sfida ambientale, sanitaria ed economica che richiede politiche concrete, investimenti strutturali e una collaborazione sempre più forte tra Stato, Regioni e Comuni».

Poi aggiunge: «Il Bacino Padano è un'area con caratteristiche ambientali complesse, ma anche il motore produttivo e logistico del Paese. Per questo le misure che adotteremo dovranno essere efficaci e ambiziose, senza ignorare le ricadute economiche e sociali e senza scaricare i costi della transizione sulle famiglie più fragili, che potrebbero non avere le risorse per cambiare auto. Servono risorse adeguate, innovazione tecnologica e un impegno condiviso, anche a livello europeo, per accompagnare i territori verso gli obiettivi di qualità dell'aria».

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