Le pratiche ferme cinque giorni per una spunta sbagliata sul pc
Il caso degli sportelli online del Suap mai unificati. Ogni Comune e ogni Camera di commercio ha la sua
Così cittadini e imprese perdono tempo tra gli uffici

Viaggio nella burocrazia, fermata Suap. Lo sportello unico per le attività produttive è presente in tutti i Comuni ma non ce n’è uno che adotti le stesse procedure. Chiami un Comune e ti dice una cosa, chiami il vicino e te ne dice un’altra. Vuoi mettere una tenda con un’insegna fuori dal negozio? Ti chiedono il disegno, il particolare in scala, una moltitudine di dettagli diversi da un Suap all’altro.
Vuoi aprire un bar? La partita Iva ti arriva in giornata, la pratica in Camera di commercio è chiusa in settimana, quella al Suap non si sa: hic sunt leones. È vero che è complicata perché concentra autorizzazioni varie, dall’urbanistica alla sanità, ma proprio per questo consente ad ogni tecnico comunale di esercitarsi con proprie interpretazioni.
Sportello unico
L’idea di riunire in uno sportello unico tutti i permessi per snellire la burocrazia, ha prodotto l’effetto contrario. Ecco il caso di una pratica in provincia di Venezia, completata e inviata on line. Il computer risponde: pratica sospesa per flag sbagliato (casella sbarrata per errore). Come fare per rimuoverlo? La Camera di commercio di Venezia non risponde al telefono, accetta solo mail. Campa cavallo. Quella di Padova ammette telefonate un’ora al giorno e suggerisce di adottare il meccanismo di correzione usato da loro. No, Venezia non accetta la correzione con modalità padovana.
«Per venire a capo di questo flag ho impiegato cinque giorni», racconta il commercialista in questione. «Cinque giorni per una spunta. Una volta andavi in Comune o all’ente preposto con le carte, facevano l’istruttoria, mettevano un timbro ed eri a posto. Finivi prima, soprattutto avevi un referente umano che sistemava queste stupidaggini. Adesso hai l’intelligenza artificiale che ha impantanato le relazioni. Per domandare un’informazione uno diventa matto».
Il Piano Bitonci
Niente paura, arriva Bitonci a sistemare le cose. Il suo piano per normalizzare il Suap e superare la frammentazione dei portali comunali, è creare un portale di accesso unico regionale. Soluzione elementare, direbbe Sherlock Holmes, ma non sarà facile perché bisognerà schiodare gli uffici da abitudini inveterate. Ognuno ha il suo orticello: ci sono Comuni che fanno riferimento al portale nazionale impresainungiorno. gov. it, altri usano portali regionali come Unipass, altri ancora software privati. Professionisti e imprese che operano con più Comuni, devono entrare ogni volta in terre sconosciute.
La Regione lavora per imporre un’interfaccia unica e garantire procedure identiche a tutti, come accade da tempo in Emilia Romagna dove il portale è unico e l’utente può fare tutte le pratiche in autonomia. L’imprenditore che vorrà aprire un capannone a Verona o un negozio a Treviso, troverà un’identica schermata, la stessa modulistica, una lista uguale dei documenti che servono. La standardizzazione eliminerà le soluzioni “personalistiche” in circolazione oggi nel Veneto.
I ritardi
Vero è che i ritardi del Suap spesso non sono dovuti al personale, peraltro sempre a ranghi ridotti, ma all’attesa del parere di enti esterni: Vigili del fuoco, Aziende sanitarie, Arpav, Soprintendenze. Bitonci ha inventato “il postino digitale”: una volta che l’operatore avrà inviato la pratica al nuovo Suap regionale, il sistema smisterà automaticamente la richiesta agli enti interessati. Monitorerà anche i tempi di risposta e se un ente non risponde entro il termine di legge farà scattare il silenzio-assenso.
La parte più ambiziosa del progetto è migliorare la connessione del portale Suap con il registro delle imprese delle Camere di commercio e con i database regionali, in modo da recuperare automaticamente visure e dati aziendali ed evitare l’invio di documenti già in possesso.
Prima di accettare la pratica il sistema procederà ad una specie di check in, un controllo automatico di coerenza per evitare che la domanda venga rigettata a causa di banali errori di forma. Che possono essere molti: per esempio la firma digitale deve essere posta su una videata a parte per ogni documento (e sono una quantità) invece che in una videata unica prima dell’invio.
La tracciabilità
È assicurata la tracciabilità: l’utente potrà vedere in tempo reale su quale «scrivania digitale» si trova la sua domanda. Bitonci non ha dimenticato l’addestramento dei responsabili comunali del Suap. Per loro ha in serbo il “reskilling”, nome nuovo che la fonte regionale usa per indicare i vecchi corsi di formazione, con i quali si progetta di trasformare i dipendenti comunali da «passatori di carte» a «facilitatori di impresa». Così ringiovanita, la burocrazia veneta sarà in grado di far risparmiare fino al 40% del tempo impiegato oggi per aprire una nuova attività.
Se questa operazione riesce bisognerà fare un monumento a Bitonci, meglio a Cittadella dove è stato sindaco per dieci anni che a Padova, dove l’avventura è finita anzitempo sbalzato di sella dalla sua stessa maggioranza. Ironizziamo, ma non c’è commercialista nel Veneto che alla parola Suap non senta drizzarsi i capelli.
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