Insulti razzisti a fine partita: 26 giornate di squalifica
Finale di partita acceso tra Fulgor Trevignano e Vittorio Falmec: due stop per 11 giornate, le società condannano ma vogliono vederci chiaro

Pugno di ferro del giudice sportivo nel calcio giovanile: gli insulti razzisti sono stati puniti per un totale di 26 giornate di squalifica. Un sabato di sport che doveva essere una festa della categoria juniores (under 19) si è trasformato in una pagina buia del calcio dilettantistico.
La mano pesante della giustizia sportiva è caduta su Fulgor Trevignano e Vittorio Falmec, protagoniste di un finale di partita degenerato in una spirale di violenza verbale e, a quanto pare, discriminatoria. I fatti risalgono allo scorso 10 gennaio, quando allo stadio comunale di Falzè di Trevignano è andata in scena la sfida del campionato under 19 elite.
Al triplice fischio, l’atmosfera agonistica è evaporata per lasciare il posto a un parapiglia fatto di insulti e spintoni. Il direttore di gara, Alexandru Onut Hurmuz della sezione di Treviso, ha estratto quattro cartellini rossi per sedare gli animi: sul taccuino sono finiti due tesserati della Fulgor (un classe 2006 e un 2008) e due del Vittorio (entrambi classe 2008). Ciò che emerge dal referto è un campionario di offese inaccettabili. Tra le frasi incriminate, ci sarebbero espressioni sia razziste che sessiste.
La sanzione più dura, 11 turni ciascuno, ha colpito il 19enne della Fulgor e uno dei 17enni del Vittorio. Per entrambi, la motivazione è la medesima: aver rivolto agli avversari espressioni discriminatorie di contenuto razziale. Due giornate di stop sono state invece comminate agli altri due minorenni coinvolti, compreso il giovane che avrebbe subito l'insulto razzista. Le reazioni delle società non si sono fatte attendere.
Luca Martignago, direttore sportivo della Fulgor Trevignano, prova a ricostruire la dinamica: «Tutto è successo dopo il fischio finale. Due giocatori del Vittorio hanno provocato i nostri; ci sono state offese reciproche, ma il ragazzo mi ha assicurato che non ci sono stati insulti razzisti e io gli credo. Gli animi erano caldi e i nostri hanno sbagliato a reagire. Inoltre, l’allenatore del Vittorio avrebbe danneggiato la porta dello spogliatoio a pugni». Più severo il presidente della Fulgor, Ennio Filippetto: «In 30 anni di calcio non mi era mai successo, mi sono sempre battuto contro ogni tipo di offesa. Abbiamo già ripreso i ragazzi: si sono meritati questo verdetto. Bisogna rispettare regole e avversari ma anche i colori della società».
Sul fronte opposto, il presidente del Vittorio Falmec, Mauro Tonon, esprime amarezza: «C’è stato nervosismo da ambo le parti. Ho parlato con i genitori del ragazzo vittima di insulti razzisti: ci è rimasto male. Inoltre, le sue due giornate di squalifica che ha ricevuto sono giuste, il comportamento non è giustificabile. Sulle 11 giornate all’altro nostro tesserato sono sorpreso, non credo sia di stampo razziale e mi sembrano eccessive. Ma approfondiremo. In ogni caso chiediamo scusa: lo sport deve insegnare altro, i valori del Vittorio sono ben altri». —
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