Iran sotto attacco, figlia bloccata a Dubai. L’appello di una mamma: «Lo Stato ci dia una mano»
La madre di una studentessa di 17 anni dell’istituto Zuccante di Mestre lancia l’sos dopo che la sua ragazza, assieme ad altri duecento italiani, non riesce a tornare a casa per la situazione esplosiva in Medio Oriente: «Situazione molto tesa, le famiglie sono preoccupate»

«Riportate a casa i nostri figli. Lo Stato ci di dia una mano». E’ l’appello lanciato da Isabella, la mamma di Giada, una studentessa di 17 anni bloccata a Dubai dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran e il conseguente attacco dell’Iran contro gli Emirati. Un appello che arriva dopo una notte insonne. A Dubai, dove i voli in arrivo e in partenza sono stati cancellati per la chiusura dello spazio aereo nel Golfo, ci sono 204 studenti italiani bloccati tra i quali alcuni veneti: tre padovani dell’istituto Calvi e almeno due studenti veneziani, Giada dello Zuccante e un ragazzo che frequenta l’istituto Parini.
«Sabato mattina hanno lasciato l’albergo per raggiungere l’aeroporto, sarebbero dovuti partire nel pomeriggio», racconta la mamma della studentessa, «quando il responsabile del viaggio ha incominciato a ricevere messaggi sui voli cancellati. E così è iniziata la corsa a cercare un nuovo albergo. Al momento non si sa nulla sulla data del possibile rientro, non si capisce quando potranno partire, lo Stato ci aiuti a portarli a casa».
«Sto seguendo personalmente la vicenda in collegamento diretto con l'unità di crisi della Farnesina e con la Direzione delle relazioni internazionali della Regione del Veneto. Già da sabato sera siamo in contatto e cercheremo di dare delle risposte nel più breve tempo possibile», ha detto il presidente del Veneto Alberto Stefani.
L’ultima telefonata tra madre e figli è stata domenica mattina 1 marzo alle 7 (le 10 a Dubai). «L’aeroporto è stato colpito da un drone iraniano, mia figlia si trova con una parte degli altri ragazzi in un hotel lì vicino e quando c’è stato lo scoppio è scattato l’allarme anche nella struttura», spiega, «Sono stati invitati a mettersi in sicurezza, ad allontanarsi dalle finestre. La situazione è molto tesa, sono tutti ragazzi di 16 o 17 anni e noi famiglie siamo molto preoccupate anche perché non si sa quando potranno tornare a casa».
Gli studenti italiani erano partiti per Dubai sabato 21 febbraio e sarebbero dovuti tornare a casa sabato 28 febbraio. Si trovavano negli Emirati Arabi Uniti per il progetto “Ambasciatori del futuro” con l’associazione Wsc Italia, un programma internazionale di simulazione diplomatica per gli studenti delle scuole superiori e delle Università. Sabato avrebbero dovuto abbracciare le loro famiglie e i loro amici, per il momento sono chiusi nella camera di un albergo in attesa di capire quando potranno tornare a casa.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








