«Ingiuste accuse al Parco»
Il signor Nicola Atalmi continua ad addebitarmi responsabilità in merito alla non corretta gestione del denaro pubblico, con cui la Regione finanzia l’Ente Parco del Sile, senza alcuna cognizione di causa. Sotto questo profilo la censura di Atalmi viene da un pulpito poco credibile: il signor Atalmi dovrebbe ricordarsi dei privilegi di cui gode per il suo status di consigliere regionale, benefici che non ha mai censurato e che comportano notevoli costi per le tasche dei cittadini. Ribadisco la strumentalità delle accuse rivoltemi, quando la questione dell’ex direttore del Parco è stata completamente risolta già più di un anno fa: accuse mai sollevate al tempo dei fatti. L’Ente Parco ha dovuto ottemperare alla sentenza del giudice del lavoro, non avendo altra scelta. Sulla revoca dell’incarico dell’ex direttore, l’Ente Parco ha seguito normativa e prassi vigenti.
Le norme in materia ed il contratto collettivo di lavoro dei dirigenti pubblici, sui quali il signor Atalmi dovrebbe correttamente informarsi, prevedono la revoca degli incarichi quando viene meno il rapporto di fiducia, presupposto dell’incarico medesimo, indipendentemente dalla professionalità della persona (nel caso di specie l’Ente Parco ha subito una inibitoria ai finanziamenti europei per errata conduzione di un progetto). Naturalmente le valutazioni in merito al rapporto fiduciario in questione spettano agli organi dell’Ente (che hanno approvato ad unanimità il provvedimento di revoca) e non certo al signor Atalmi. E’ ovvio che le scelte dell’Ente su suoi dirigenti possono non trovare conferma in una successiva ed eventuale controversia giurisdizionale. Ma il rischio di una soccombenza non può privare l’Ente di operare le sue scelte, in piena autonomia. Sulle accuse mosse provocherò, comunque, un pubblico dibattito.
* Presidente Parco del Sile (Treviso)
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