Palude Venezia, Comune e Città metropolitana parti civili: esclusa la Cgil
Il gup di Mestre ha ammesso Comune e Città metropolitana di Venezia come parti civili nel processo dell’inchiesta Palude, che vede imputato anche il sindaco Luigi Brugnaro. Ammesse anche Avm/Actv e Libera, mentre la Cgil è stata esclusa

Il Comune e la Città metropolitana di Venezia sono stati ammessi come parti civili nel procedimento nato dalla maxi inchiesta “Palude”, che vede imputato anche il sindaco Luigi Brugnaro insieme a oltre venti persone.
La decisione è stata assunta dal gup Andrea Innocenti nell’udienza preliminare in corso nell’aula bunker di Mestre, con il rigetto delle opposizioni presentate da alcune difese. Ammesse anche Avm/Actv, la holding del trasporto pubblico veneziano, e l’associazione Libera. Esclusa invece la Cgil di Venezia, ritenuta dal giudice non direttamente danneggiata dai reati contestati.
Assente in aula il sindaco Brugnaro, difeso dall’avvocato Alessandro Rampinelli. Proprio la difesa del primo cittadino ha sollevato una rilevante eccezione procedurale, chiedendo di dichiarare inutilizzabili tutti gli atti compiuti dopo novembre 2022. Secondo il legale, le indagini dei pm veneziani non sarebbero state prorogate regolarmente dopo la scadenza dei termini. Brugnaro – ha ricostruito Rampinelli – sarebbe stato iscritto per la prima volta nel registro degli indagati il 4 aprile 2022 per corruzione e successivamente, il 25 maggio, per associazione per delinquere, sempre con un nome di fantasia. In assenza di richieste di proroga, i termini investigativi sarebbero scaduti tra il 4 e il 25 novembre 2022.
Alla richiesta si sono associate anche altre difese, tra cui quelle dei collaboratori del sindaco Morris Ceron e Derek Donadini e del magnate di Singapore Ching Chiat Kwon. Sulle eccezioni sollevate si esprimeranno la Procura e i legali delle parti civili nella prossima udienza, fissata per il 13 febbraio.
Al centro dell’inchiesta, che ipotizza reati di corruzione, vi sono la presunta trattativa per la vendita dell’area dei Pili e la cessione di palazzo Papadopoli. La Cgil, esclusa dalle parti civili, ha annunciato che valuterà una nuova costituzione qualora il procedimento approdi alla fase dibattimentale.
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