In Veneto esplodono i protesti nei confronti delle imprese

 
VENEZIA.
In Veneto esplodono i protesti, +31% rispetto al periodo pre-crisi. Il dato è ancora più drammatico dato che l'Osservatorio Cerved dice che il resto d'Italia è in miglioramento. A livello nazionale dopo un lungo periodo di difficoltà sul fronte dei pagamenti e della liquidità delle imprese, nella prima parte del 2011 la situazione ha invertito la rotta: i dati di Cerved Group indicano che al calo del numero di imprese protestate corrisponde un miglioramento nella puntualità dei pagamenti delle aziende, accompagnata da una diminuzione di società che hanno accumulato ritardi gravi con i fornitori. Tra gennaio e marzo in Italia sono state protestate 65mila aziende, il 6,6% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Nel Nordest il calo tra gennaio e marzo 2011 è minore rispetto alla media nazionale (-2,6% sullo stesso periodo del 2010 e -2,7% sul quarto trimestre 2010): su questo incide il dato negativo del Veneto, in cui le imprese protestate sono in aumento (rispettivamente, +0,4% e +3,5%).  Con 6.500 società protestate nella prima parte del 2011, il Nordest - pur confermandosi l'area con la minore incidenza dei protesti - è anche la zona in cui la situazione è più lontana rispetto ai livelli che si osservavano prima della crisi (+17% rispetto al valore medio delle imprese protestate in un singolo trimestre tra l'inizio del 2007 e la metà del 2008). Su questo pesa il dato del Veneto, la regione che fatica di più a tornare verso i livelli pre-crisi (+31%), seguito a una certa distanza dall'Emilia Romagna (+11,7%) e dal Friuli (+6,3%); viceversa il Trentino Alto Adige è già sceso al di sotto (-7,3%). Il Veneto, comunque, grazie al solido sistema imprenditoriale, è una delle regioni con l'incidenza dei protesti ogni 100 aziende più basse.

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