Le imprese venete invecchiano, ai vertici sempre più over 70: poche donne e pochi giovani
Secondo Cna, nel 2025 gli over 70 con cariche apicali nelle imprese venete erano 88.554, contro i 70.205 del 2015, con un aumento del 26% in dieci anni. Un dato che segnala una crescente difficoltà nel passaggio di testimone e nella continuità aziendale

Il Veneto ha bisogno di aprirsi con più decisione a nuove forme imprenditoriali, ai giovani, all’innovazione, agli stranieri e all’imprenditoria femminile. È il quadro tracciato da Cna Veneto, che richiama l’attenzione sul difficile ricambio generazionale alla guida delle aziende e sulla necessità di creare nuove occasioni per chi vuole fare impresa.
I numeri fotografano una regione produttiva ancora forte, ma sempre più esposta al rischio di invecchiamento. Secondo Cna, nel 2025 gli over 70 con cariche apicali nelle imprese venete erano 88.554, contro i 70.205 del 2015, con un aumento del 26% in dieci anni. Un dato che segnala una crescente difficoltà nel passaggio di testimone e nella continuità aziendale.
Resta sotto la media nazionale anche la presenza delle imprese femminili. Nel 2025 in Veneto erano 93.669, pari al 20,6% del totale: una quota inferiore di 1,7 punti percentuali rispetto al dato nazionale e in calo, con una contrazione dell’1,05% tra il 2024 e il 2025.
«È evidente – dice Moreno De Col, presidente Cna Veneto – che serve incoraggiare e sostenere le nuove forme di imprenditorialità. Il dato sulle età, in particolar modo, ci preoccupa: aziende sempre più anziane e realtà giovanili in contrazione significano perdita di professionalità, di esperienze, di know how. Su questo la Regione ha messo in campo una prima azione come il Fondo Staffetta e può avere un ruolo fondamentale di guida e incentivo».
Secondo Cna, la cosiddetta “Locomotiva Veneto” non può più procedere da sola, ma ha bisogno di un sostegno concreto da parte dell’intero sistema economico e istituzionale. «I dati che anche noi abbiamo diffuso nel corso degli ultimi anni – prosegue De Col – ci dicono chiaramente come la “Locomotiva Veneto” abbia bisogno di un aiuto reale da parte di tutto il sistema, perché da sola non ce la fa più. I primi passi della Regione, nella sua nuova conduzione, sembrano poter essere interpretati in modo positivo e cautamente ottimista. Il fattore tempo, però, appare determinante e, in questo senso, le risposte devono poter arrivare nel modo più veloce possibile. Noi siamo disposti a fare la nostra parte e crediamo sia indispensabile lavorare, da subito, tutti insieme per il nostro territorio».
Per Cna Veneto, il tema riguarda anche il rapporto con il Governo, soprattutto in vista delle prossime scelte di bilancio. «L’autorevolezza della nostra Regione e di un sistema produttivo coeso – aggiunge De Col – può essere fondamentale anche nel rapporto con il Governo, al quale è indispensabile, anche in previsione delle scelte strategiche di bilancio, rappresentare con determinazione le nostre esigenze».
Sulla stessa linea anche Matteo Ribon, segretario Cna Veneto, che insiste sulla necessità di rimettere al centro la capacità dei territori di generare nuova impresa. «Siamo fermamente convinti – rileva Ribon – che per i territori della nostra regione sia essenziale poter contare su un sistema produttivo forte e capace di produrre benessere, buona occupazione e di far ripartire il sistema dei consumi. In questo senso le iniziative imprenditoriali giovanili, straniere e femminili rappresentano un valore aggiunto».
Da qui la proposta di una task force di competenze sul territorio, capace di accompagnare e sostenere chi vuole avviare o sviluppare un’attività. «Proprio per questo – conclude Ribon – promuoviamo la necessità di una task force di competenze nel territorio per rimettere al centro la propensione a fare impresa. Va fatta sinergia tra gli imprenditori, i Comuni e le istituzioni per individuare forme reciprocamente vantaggiose per supportare nuove imprese».
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