"Gentilini si dimetta" su Second Life
Forse gli mancava solo questa: finire su Second Life. Da ieri, suo malgrado, ha battuto anche questo record, Giancarlo Gentilini, vicesindaco di Treviso. Nel sito più «trendy» del momento, quello dove ci si può costruire una «seconda vita» virtuale, compare un manifesto che lo invita a dimettersi, per la famigerata dichiarazione sulla «pulizia etnica dei culattoni»

Anche «Second life» si schiera contro Gentilini. Sul sito della realtà virtuale è comparso un manifesto in favore della petizione per la destituzione dello Sceriffo, nella località virtuale «lupulinus», presso il «Beppe Grillo fun club». Un nuovo «schiaffo» sul web al vicesindaco di Treviso, finito nel mirino dei «grillini» e dei manifestanti dopo l’attacco ai «culattoni». «Second Life» è un mondo virtuale in cui chiunque può vivere la propria “seconda vita” all’interno di un ambiente libero e costruito dagli stessi utenti che ne fanno parte. I personaggi virtuali prendono il nome di “avatar”. E’ di qualche giorno fa la comparsa di un manifesto a favore della petizione per la destituzione di Gentilini nel mondo virtuale, nella località «lupulinus», coordinate 226.164.32, presso il «Beppe Grillo fun club» (in quale ne è comunque estraneo). Il cartello è di proprietà di «Lolamai Greenwood», nome virtuale di una ragazza di Bologna. I lettori più esperti potranno sicuramente accedere a «Second Life» e prendere visione della nuova missiva contro Gentilini, ormai finito nel mirino anche del popolo web. E’ la terza petizione contro il vicesindaco. A scendere in campo sono stati in precedenza i sostenitori trevigiani di Beppe Grillo appartenenti al Meetup Group e il sito Interculturale.org. Hanno chiesto entrambi via internet che lo sceriffo, dopo l’attacco ai gay venga cacciato da Ca’ Sugana. All’indirizzo internet interculturale.org/pages/gentilini.html vengono elencati i motivi per cui il vice di Gobbo deve essere «destituito dal suo attuale incarico». Una uscita che ha dato vita anche a un gettonatissimo Genty-rap infarcito dal tormentone «tolleranza zero, anzi sottozero» in circolazione su «YouTube» (per trovare il video basta cliccare sul sito internet de la tribuna ). E il testo della petizione si trova on-line all’indirizzo www.petitiononline.com/genty/petition.html.
Argomenti:diritti civili
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