Electrolux, Alberto Stefani: «Tagli inaccettabili, ritirare il piano industriale»

Il presidente del Veneto si scaglia contro il piano Electrolux: «Riduzione del 40 per cento degli addetti inaccettabile senza un vero progetto di rilancio. Servono tutele per lavoro e filiera»

Stefani: "Tagli Electrolux inaccettabili"
Stefani: "Tagli Electrolux inaccettabili"

«I tagli lineari annunciati da Electrolux sono inaccettabili. Chiedo il ritiro integrale del piano industriale e l’apertura di un vero progetto di rilancio, senza licenziamenti». È la posizione netta del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, intervenuto sul confronto in corso tra istituzioni, Governo, parti sociali e azienda in vista del tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 25 maggio.

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Un presidio di protesta davanti alla sede Electrolux di Porcia © Foto Petrussi / Marco Brisotto

Stefani punta il dito contro la gestione della crisi industriale del gruppo degli elettrodomestici, che ha annunciato un piano di riduzione del personale pari a circa il 40% degli addetti in Italia.

«Dietro ogni posto di lavoro ci sono famiglie e territori»

«Di fronte alla crisi che coinvolge Electrolux non possiamo accettare logiche fatte solo di numeri e percentuali», dichiara Stefani. «Dietro ogni posto di lavoro ci sono persone, famiglie, competenze e intere comunità che hanno contribuito a fare grande il settore dell’elettrodomestico italiano».

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Luca PianaLuca Piana

Secondo il presidente veneto, la riduzione proposta rischia di avere effetti molto più ampi degli esuberi ufficiali: «Parliamo di circa 1.900 lavoratori coinvolti considerando anche i contratti a termine, senza contare l’indotto e le ricadute sull’intera filiera produttiva».

«Serve una strategia industriale europea e nazionale»

Nel suo intervento, Stefani inquadra la crisi Electrolux dentro un contesto più ampio di difficoltà del settore europeo degli elettrodomestici.

«Il comparto sta attraversando una crisi storica, segnata da delocalizzazioni, concorrenza asiatica e turca, aumento dei costi energetici e delle materie prime, oltre a un eccesso di regolamentazione europea che ha penalizzato la competitività», afferma.

Il presidente della Regione ricorda anche il ruolo del sostegno pubblico ricevuto negli anni dall’azienda: «Electrolux ha beneficiato di ammortizzatori sociali e investimenti pubblici in ricerca e innovazione. Per questo oggi è necessario un vero piano industriale e non una riduzione lineare della forza lavoro».

Stefani conclude chiedendo un cambio di approccio a livello nazionale ed europeo: «Il Veneto ha una tradizione industriale che non può essere dispersa. Serve una strategia chiara per difendere la manifattura, il saper fare italiano e contrastare delocalizzazioni e concorrenza sleale. L’Europa non può perdere pezzi fondamentali del proprio sistema produttivo».

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