Duplice omicidio nel trevigiano, sgozzate madre e figlia

Operaio marocchino ricercato nella notte, è fuggito a bordo di un furgoncino
zago treviso duplice omicidio castagnole in foto famiggliari agenzia fotografica foto film
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PAESE. Orrore a Castagnole di Paese, ieri poco dopo le ore 22 in una palazzina di via Cal Morganella, al civico 23. Un cittadino marocchino in preda a un raptus ha sgozzato la compagna, Elisabetta Leder, 36enne di origini marchigiane, infermiera al Menegazzi, e la figlioletta di due anni, la piccola Arianna. Il marocchino si è poi dileguato a bordo dell’auto della donna. A fare la tragica scoperta è stato il cognato, allertato dal padre.


Il marocchino, di cognome Fahid, più giovane della donna, 35 anni, appena tornato dal suo paese di origine, ha infierito con brutalità sulla moglie, il cui corpo è stato trovato in camera da letto, e su quello della piccola Arianna, trovata senza vita sul fasciatoio, sgozzata. Quando ha visto i corpi di moglie e figlia senza vita, l’uomo si è dato alla fuga a bordo della Skoda Roadster di colore scuro della compagna, lasciando dietro di se una scena raccapricciante. Una tragedia consumata in uno dei 14 appartamentini della palazzina di via Cal Morganella. Una famiglia apparentemente tranquilla, senza problemi.


E infatti l’ultima a incrociare la famiglia è stata ieri sera una vicina, verso le 20. Poi il dramma. A lanciare l’allarme per primo il padre della donna, Antonio Leder, che attendeva la coppia per cena nella sua casa di San Paolo. Non vedendo arrivare la figlia con il compagno e la bimba, il padre ha allertato l’altro suo figlio, Alessandro che come per presentimento si è precipitato nella casetta di Castagnole.


Il cognato ha scoperto così per primo la tragedia, quei due corpi in un lago di sangue. Sul posto sono arrivati anche i genitori della ragazza. Per la disperazione, la madre di Elisabetta si è sentita male ed è svenuta.


E’ stato necessario trasportarla all’ospedale. Sul posto si sono immediatamente recati carabinieri e polizia con il questore Damiano e il capo della squadra mobile Riccardo Tumminia, che ha preso in mano le indagini. E’ arrivato anche il magistrato di turno, il pubblico ministero Antonio Miggiani. Che ieri ha detto: «Ha perso la testa, non è stato premeditato». Ed è subito scattata la caccia all’uomo: le forze dell’ordine hanno diramato un primo sommario identikit del marocchino.

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