Dolomiti, a settembre boom di turisti italiani: meno caldo e prezzi più bassi

La stagione estiva si allunga: i turisti nostrani spostano le ferie. A ottobre arrivano gli asiatici, in prevalenza cinesi. Manfroi di PromoFalcade Dolomiti: «I nostri alberghi hanno fatto il pieno calmierando i prezzi»

Francesco Dal Mas
Escursionisti a Cortina
Escursionisti a Cortina

Il turismo che cambia: si attende per settembre – le prenotazioni parlano chiaro – il sostanzioso ritorno degli italiani sulle Dolomiti, che si sono visti meno del solito, rispetto agli stranieri, tra luglio e agosto.

Sono almeno tre i motivi: il caldo che continua a imperversare, ma soprattutto i prezzi meno alti e forse anche la sensazione di poter trovare in montagna un minore pressing dell’overtourism.

E così sarà un mese pieno, superiore alle attese, che farà da ponte al successivo arrivo degli asiatici, cinesi in particolare, previsto per ottobre. Una stagione estiva dilata più del solito, quindi.

I dati

Giugno ha registrato intanto oltre 150 mila arrivi sulle Dolomiti e 24 mila nel resto della provincia di Belluno, contro, rispettivamente, 141 mila e 23 mila l’anno scorso. E già un anno fa il mese di settembre aveva portato sulle Dolomiti 134 mila turisti e oltre 20 mila in Valbelluna e nel Feltrino.

Gli operatori stimano che l’incremento degli arrivi Made in Italy dalla prossima settimana sarà a doppia cifra, oltre il 10 per cento. Per quanto riguarda i cinesi, ad oggi, le cifre sono ancora basse, ma in crescita: 2.550 lo scorso giugno, contro i 1.668 del settembre 2025 e 1.753 di ottobre.

Il trend

Fino ad oggi l’estate nel Bellunese ha privilegiato agriturismi, B&B e campeggi, piuttosto che gli alberghi, dove si registra addirittura una contrazione dei pernottamenti. Ma con grande interesse gli operatori turistici attendono appunto settembre e ottobre.

Una voce attendibile, per quanto riguarda la previsione degli arrivi stranieri, è quella dei tassisti di Cortina e di Auronzo: «Abbiamo tutto prenotato, sia per settembre che per ottobre» fanno sapere.

Fiorenza Manfroi di PromoFalcade Dolomiti testimonia il nuovo trend. «L’overtourism di cui si è tanto scritto e parlato ha allontanato tanti appassionati di montagna dalle località più assediate e nei mesi di maggiore frequentazione, per cui in Valle del Biois abbiamo prenotazioni spostate su tutto settembre e ottobre. I nostri alberghi hanno fatto il pieno calmierando i prezzi. In agosto si sono visti tanti stranieri, tanti spagnoli e francesi».

Spendere meno

Settembre sarà quindi il mese degli italiani – quelli che ovviamente si possono permettere di andare in vacanza nonostante la riapertura di fabbriche e uffici, pensionati in testa – che privilegiano vacanze rilassanti, meno costose e lontane dal pendolarismo sfrenato, a prezzi più accessibili sia per l’alberghiero che per l’extralberghiero. Le attività ricettive più grandi chiuderanno dalla metà del prossimo mese, ma resteranno attivi gli alberghi a conduzione familiare «fino a ottobre inoltrato».

Parcheggi

Tatiana Pais Becher ha un altro angolo di visuale, quello della stazione più iconica, Misurina: «Quassù abbiamo avuto il pieno di arrivi e presenze a luglio grazie agli stranieri. In base alle prenotazioni, il mese di settembre registrerà numeri ancora più importanti, per poi arrivare con uno sciame fino ad ottobre.

Ma c’è un problema da risolvere con urgenza, precisa Becher, che conduce il negozio di famiglia in faccia al lago: «A Misurina è impossibile parcheggiare dopo le primissime ore della mattina, perché le aree di sosta vengono occupate da chi sale nei rifugi. I visitatori di passaggio non possono fermarsi, per cui ne soffrono commercianti, ristoranti, bar. È necessario che il Comune provveda a nuovi parcheggi, oppure a trasferire a valle la partenza delle navette».

Ma, quanto ai prezzi, i dati confermano che il trend sta cambiando. Lo stesso ministro del Turismo Gianmarco Mazzi evidenzia che i dati elaborati da Demoskopika confermano che la spesa turistica cresce del 7,5% e l'inflazione, sempre turistica, si attesta al 2,6%, per il quarto mese consecutivo al di sotto dell'indice generale dei prezzi, circostanza che non si verificava dal 2023.

«Un bellissimo risultato al quale hanno contribuito le misure messe in campo dal governo sulla trasparenza dei prezzi, la qualità dell'offerta, la destagionalizzazione e il contrasto alle pratiche speculative» dice Mazzi.

 

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