La lettera di De Carlo in risposta alle critiche: «Non sono spiaggiato né desaparecido»
L’ex coordinatore regionale veneto di Fratelli d’Italia: «Non posso negare che le dimissioni concordate con il partito mi abbiano lasciato un po' di amarezza. “Spiaggiato” è una definizione ingenerosa: ho attraversato il Veneto per promuovere le ragioni di FDI»

“Spiaggiato” e “desaparecido”: parole tanto antipatiche quanto deludenti e poco attendibili, quelle che ho letto sui vostri quotidiani. Al netto delle ricostruzioni quanto meno datate e che non fotografano certo l'assetto del partito attuale, vorrei ripristinare alcune verità (un'operazione che, come noto anche alla stampa, sto portando avanti da settimane proprio in Veneto per quanto riguarda l'operato del Governo Meloni): non posso negare che le dimissioni, concordate con il partito mi abbiano lasciato un po' di amarezza; allo stesso tempo, ieri come oggi sono convinto che quel lungo ciclo durato sei anni, con Fratelli d’Italia divenuto alle elezioni politiche ed europee il primo partito in regione, con consensi sopra la media nazionale, fosse un percorso giunto a termine; so che la mia corporatura potrebbe suscitare facili battute, soprattutto in chi non ha argomenti per controbattere, ma definire “spiaggiato” una persona che interpreta il proprio ruolo come un servizio a favore dei cittadini e che ha il 98,4% di presenze in aula, che presiede una Commissione permanente del Senato - cruciale non solo a livello nazionale bensì anche per il Veneto - e la cui operosità è nota alle cronache (si legga la polemica nata dall’esame sul Ddl Caccia nel settembre 2025, con l’opposizione indignata dai “ritmi massacranti” di Commissione), mi sembra essere una definizione ingenerosa nei confronti del ruolo che ricopro con estrema serietà e costanza.
Se consideriamo poi che soltanto da gennaio di quest’anno ad oggi ho promosso o partecipato - nonostante gli impegni a Roma - ad oltre una sessantina di eventi in tutta la regione mi sembra francamente un termine, ripeto, forse giornalisticamente piccante, ma decisamente eccessivo.
Se attraversare il Veneto per promuovere le ragioni di Fratelli d'Italia al referendum sulla giustizia; se passare dal Trevigiano al Vicentino per arrivare alle Dolomiti per raccontare e difendere l'agricoltura; se smontare nel Padovano e nel Trevigiano le fake news della sinistra sui successi dell'esecutivo in serate pubbliche; se prendere posizioni chiare nel dibattito sulla nuova centralina sul Vajont; se partecipare a eventi di comunità come la scopertura della targa a Matteotti a Rovigo, il Pelmo d'Oro a Ponte nelle Alpi, il Vinitaly a Verona e tanti altri; se tutto questo è essere “desaparecido in Veneto”... francamente credo di non sapere cosa altro poter fare; in tutto questo, come accennavo, ho l'onore di presiedere, in Senato, la Nona Commissione.
Da gennaio 2026 conta 55 sedute plenarie, 14 sedute plenarie riunite, 8 sedute plenarie congiunte, 57 riunioni dell'ufficio di presidenza. Si occupa di tanti temi cari alla nostra regione: turismo, agricoltura, artigianato, industria. Dal confronto e dal lavoro di discussione e di mediazione sono nati molti dei provvedimenti che hanno fatto ripartire l'economia regionale e nazionale; una lettura del mio lavoro come quella proposta in quell'articolo, quindi, penso che sia ben distante dalla realtà e smentita dai fatti, oltre che gretta nei confronti dei miei collaboratori e di tutte le persone - amministratori, militanti e cittadini comuni - per cui rappresento quotidianamente un punto di riferimento.
In tutta onestà, nonostante qualcuno sostenga il contrario, credo non siano pochi; tornando alla “vita di partito”, posso tranquillamente affermare di non aver partecipato ad alcun tavolo sulle nomine dopo le mie dimissioni da coordinatore regionale.
Semplicemente perchè non più di mia competenza, ma bensì oggetto di trattativa da parte di chi ha l'onere e l'onore di rappresentare oggi il partito nei tavoli istituzionali. Come uomo di partito ho il massimo rispetto dei ruoli assegnati.
Nelle fasi congressuali, quindi, non mi sono occupato di candidature. Certo, mi sono messo a disposizione - in queste fasi delicate - di tutti i provinciali al fine di far prevalere lo spirito di unità e di spegnere inutili divisioni interne. Attitudine che è sempre stata parte del mio stile nella conduzione del partito.
Mi sento quindi di poter dire con la massima serenità che in questi mesi la mia presenza in Veneto è stata capillare; giustamente non invasiva ma senza dubbio continuativa. Scambiare il rispetto dei ruoli per assenza - o peggio per menefreghismo da “spiaggiato” - è una considerazione che offende non solo me, ma anche il lavoro di ogni persona che con me lavora quotidianamente fianco a fianco.
Bollarmi come “desaparecido” e criticare così il loro costante entusiasmo e continuo operato è onestamente un attacco di basso livello che – credo - non ci meritiamo e che – sono sicuro – loro non meritino.
*Presidente della 9ª Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare
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