Il cardinale Parolin sulla pace: «Va conquistata tutti i giorni»
Il segretario di Stato vaticano ospite due giorni a Bibione e Caorle. «Una volta prevaleva la diplomazia, ora la diplomazia della forza»

«La pace va conquistata tutti i giorni. E la guerra non è colpa di una sola parte, ma di tutti quelli che sono in conflitto». Torna su un tema che sta a cuore anche al Papa, il segretario di Stato Pietro Parolin.
Il cardinale ha fatto il pieno di impegni nel territorio veneziano, celebrando la messa prefestiva a Bibione, nella chiesa della Madonna Assunta che ha poi ospitato una conferenza in cui lui è stato protagonista.
E infine domenica 12 luglio era atteso alla celebrazione della messa di ritorno della Madonna dell’Angelo in santuario, con annessa nuova esplosione del campanile.
Il ritratto che emerge del Segretario di Stato vaticano, ospite eccellente di Bibione sabato 11 luglio, è quello di un religioso alla mano nonostante il delicatissimo ruolo che ricopre, capace di ascoltare le persone e di sorridere.
Una figura lontana da quella austera proposta nell’ultimo periodo. Parolin poi rappresenta la continuità con il pontificato di papa Francesco, ancora protagonista a poco più di un anno dalla morte dei discorsi e dei temi più attuali.
Parolin alla fine della messa è stato intrattenuto da molti vacanzieri provenienti proprio dal suo territorio, il vicentino. Ha parlato di parenti e vecchi amici come se stesse sorseggiando uno spritz al bar.
Un carattere simile a un altro celebre veneto, beato papa Giovanni Paolo I.
È stato amabile nel fermarsi e intrattenersi con varie persone. Ha dialogato con un ragazzo autistico e poi, scortato da don Adel Nasr, ha raggiunto le autorità che lo attendevano fuori dalla chiesa.
Disponibile e cordiale ha conversato con una famiglia polacca e poi ha delicatamente accarezzato al mento una bambina.
«A Bibione» ha spiegato il cardinale Parolin «mi sono trovato molto bene. Riflettiamo sulla pace, tutto è andato bene. La pace al momento è molto debole in Medio Oriente, e non si riesce a trovare la giusta strada. Il conflitto continua. In una guerra, però, tutti hanno le loro responsabilità. Ci vuole la volontà di pace in tutte le parti in causa».
Nel corso del convegno Parolin ha ribadito che la enciclica di papa Leone XIV è illuminante sul tema della pace. «Una volta prevaleva la forza della diplomazia» ha sottolineato «Ma ora questo concetto si è ribaltato in diplomazia della forza. Esempi di pace? Ce ne sono e vanno perseguiti».
Sabato sera, in contemporanea, la minaccia dei temporali non ha impedito lo svolgersi della processione mariana della Madonna dell’Angelo che per voto, nel secondo fine settimana di luglio (in una celebrazione che fonda altre celebrazioni di un tempo) lascia il santuario per essere trasferita in duomo.
Appena la statua della Madonna ha oltrepassato la linea di piazza Vescovado il campanile si è incendiato di fronte a oltre 5000 persone: chi pregava la Madonna e chi riprendeva la celebrazione con il telefonino.
La messa è stata celebrata dal patriarca di Venezia Francesco Moraglia. Domenica sera proprio il cardinale Parolin, vicentino da Schiavon a pochi chilometri da Schio, ha celebrato la messa e la processione di ritorno nel santuario con la seconda esplosione del campanile, uno degli eventi più attesi dai fedeli e, per la maggior parte, dei turisti.
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