Cappio di ferro al collo del gatto randagio

E’ successo a Camposampiero: il micio è stato salvato e ora cerca una famiglia. Misteriosa la scomparsa di altri tre gatti della stessa colonia

Silvia Bergamin
Il gatto con il cappio al collo
Il gatto con il cappio al collo

Un gatto che vagava con un cappio di fil di ferro al collo: l’ennesimo allarmante caso di crudeltà nei confronti di animali indifesi è stato scoperto a Camposampiero. Un micio randagio è stato trovato con un “collare” di fil di ferro, un dispositivo – mimetizzato nel pelo attorno alla testolina – che avrebbe potuto causarne la morte per soffocamento.

La colonia felina 

La vicenda è venuta alla luce grazie a una famiglia del posto che da circa due anni si prende cura di alcuni gatti randagi della zona. Nei giorni scorsi è stato notato qualcosa di anomalo attorno al collo di uno dei felini che abitualmente nutrivano; i residenti, preoccupati, hanno immediatamente contattato il gruppo di volontarie “Sos Zampe in difficoltà”.

«La famiglia aveva inizialmente cinque gatti sotto la propria protezione», spiega Ilaria Torresin, volontaria di Sos. «Nel tempo, tre di questi sono misteriosamente scomparsi senza lasciare traccia, mentre i due rimasti erano stati regolarmente sterilizzati dai loro benefattori».

Gatto salvato

L’intervento delle volontarie è stato tempestivo. «Io e un’altra volontaria, Debora Baraldo, siamo riuscite a catturare il gatto, un’impresa non facile trattandosi di un felino non abituato al contatto umano», continua Torresin. «Ma la vera scoperta scioccante è avvenuta dal veterinario: quello che sembrava un semplice filo metallico era in realtà un cappio predisposto intenzionalmente per provocare il soffocamento dell’animale».

Un dettaglio inquietante che, collegato alla misteriosa sparizione degli altri tre pelosi, fa sospettare un disegno violento ai danni dei felini della zona. «È sconcertante pensare che qualcuno possa compiere atti così crudeli verso creature indifese», la riflessione delle giovani impegnate a tutela dei mici.

Il gatto, ora in sicurezza, «non potrà essere rilasciato nel suo territorio d’origine, dove sarebbe nuovamente in pericolo di vita». Le volontarie gli stanno cercando una sistemazione sicura, facendo appello alla sensibilità dei cittadini per trovare una famiglia disposta ad accoglierlo.

Maltrattamenti sugli animali

Il caso – denunciato alle forze dell’ordine – riaccende i riflettori sul fenomeno del maltrattamento degli animali, un reato punibile secondo l’articolo 544-ter del codice penale italiano, che prevede la reclusione da tre a diciotto mesi o una multa da 5 a 30 mila euro. Non si tratta purtroppo di un caso isolato, da tempo anche nell’Alta vengono segnalati diversi episodi di violenza contro animali randagi.

Le associazioni animaliste locali denunciano un aumento dei casi di maltrattamento, spesso legati all’intolleranza verso la presenza di colonie feline in aree residenziali.

«Questi episodi dimostrano quanto sia ancora necessario lavorare sulla sensibilizzazione», insistono le animaliste. Nel frattempo, il gatto salvato dal cappio sta ricevendo le cure necessarie e, nonostante il trauma subito, si riprenderà completamente.

Per informazioni e adozioni è possibile contattare Sos Zampe in difficoltà via WhatsApp al 347-4641968 o via mail scrivendo a soszampeindiffcolta@gmail.com; il gruppo comunica aggiornamenti, appelli e iniziative anche attraverso la propria pagina Facebook. —

 

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