Marmolada, il ghiacciaio si è ridotto di 9 ettari: «Crepacci colmi d’acqua»

Risultati negativi per l’8ª edizione della Campagna glaciologica partecipata

I protagonisti della campagna davanti a quel che resta del ghiacciaio
I protagonisti della campagna davanti a quel che resta del ghiacciaio

Lo zero termico, oggi sopra i 4 mila metri, continuerà nei prossimi giorni, a non scendere al livello dei 3.342 metri della Marmolada, quindi – è la prima conclusione di Gianni Marigo, direttore dell’Arpav di Arabba – proseguirà l’ablazione del ghiacciaio. Ma sapete di quanto è arretrato quest’estate, che è stata la più calda dal 1991? Di ben 23 metri sui segnali frontali. E la perdita è stata di 9 ettari scendendo a un totale di 83 ettari rispetto ai 92 dello scorso anno e ben lontano dai 100 ettari del 2023: addirittura nel fronte occidentale, in un segnale, si è registrato un ritiro di 120 metri in due anni.

È quanto hanno rilevato gli esperti dell’8ª Campagna glaciologica partecipata” sulla Marmolada promossa dal Museo di Geografia dell’Università di Padova, che ha visto la collaborazione dei ricercatori dell’Università di Padova, dell’Arpav, della Fondazione Glaciologica Italiana, di studenti e cittadini volontari.

I teloni "proteggono" il ghiacciaio della Marmolada
I teloni "proteggono" il ghiacciaio della Marmolada

«I dati raccolti quest’anno aggravano la tendenza già evidente negli ultimi decenni, segnando un nuovo record negativo di riduzione di superficie del ghiacciaio», commenta Mauro Varotto, docente del Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell'antichità e responsabile scientifico della campagna. «Si tratta di una perdita record che avevamo registrato solo nel 2022, con il tragico crollo del ghiacciaio. Se si ripetono estati come quella appena trascorsa, il ghiacciaio potrebbe avere solo una decina d’anni di vita».

L’arretramento del fronte l’anno scorso si era fermato a 9 metri, quindi la grandezza quest’estate si è triplicata, come sottolinea Giovanni Benetton, della Fondazione Glaciologica Italiana. La situazione più drammatica è quella della fronte occidentale con una quota ormai oltre i 2900 metri. Il ghiacciaio risulta privo di neve residua e l’unica che rimane è ormai quella sotto i teloni geotessili». I teloni della Società Marmolada, stesi per preservare parte della pista da sci che scende da punta Rocca.

Quel che resta del ghiacciaio della Marmolada
Quel che resta del ghiacciaio della Marmolada

Nel mese di agosto, lo scarto dalle medie temperature – come ricorda Marigo - è stato di più di 3° e in Marmolada non si è registrata alcuna giornata con temperatura media negativa, quindi sotto lo zero. «Non si sono verificate nevicate nemmeno alle quote più elevate; allo stesso modo è proseguito il degrado del permafrost, e sulla stazione del Piz Boè non c'è terreno gelato a nessuna profondità», riferisce Marigo.

 

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