Brescia-Padova, via libera all’accordo per la holding autostradale

Intesa tra il Veneto e il ministero delle Infrastrutture per l’affidamento in house dell’autostrada: il Mit si pronuncerà entro 30 giorni sul pubblico interesse

Enrico Pucci
L'autostrada A4 Brescia-Padova
L'autostrada A4 Brescia-Padova

L’accordo politico è stato raggiunto, ora si tratta di definire le modalità operative, cosa peraltro nient’affatto semplice. Comunque, ieri a Milano il presidente della Regione Veneto, accompagnato dalla consigliera regionale con delega alle Infrastrutture Elisa De Berti, ha incontrato il ministro alle Infrastrutture e trasporti Matteo Salvini prima del consiglio federale della Lega e ha concordato il via libera alla concessione in house dell’autostrada Brescia-Padova.

È stato condiviso il testo di un protocollo che impegnerà il Mit (Ministero delle Infrastrutture e trasporti) a esprimersi entro 30 giorni sulla sussistenza del pubblico interesse nella gestione della tratta dell’A4 attraverso una holding controllata dalla Regione del Veneto. Il protocollo dovrà essere approvato preliminarmente dalla giunta regionale del Veneto, che con ogni probabilità lo farà nella seduta di martedì prossimo.

La concessione della Brescia-Padova ai privati di A4 Holding, società per azioni del Gruppo internazionale Abertis, è in scadenza il prossimo 31 dicembre. I tempi sono ormai strettissimi e la dichiarazione di pubblico interesse da parte del governo dovrebbe consentire di evitare l’apertura di una gara europea e di procedere con l’affidamento diretto in house.

Le modalità

L’operazione coinvolge ovviamente anche la regione Lombardia, attraversata da un tratto dell’autostrada Brescia-Padova. Nelle settimane scorse si era affacciata l’ipotesi che il Pirellone potesse chiedere, in cambio della concessione alla holding veneta, la realizzazione della quarta corsia.

Altra soluzione possibile, quella di una suddivisione in due tratte, con la Lombardia che affiderebbe a sua volta la sua parte di autostrada in house, o alla A35 Brescia-Bergamo-Milano (BreBeMi) o alla società che gestisce la tangenziale esterna di Milano (Teem).

Il progetto veneto

Lo schema, una voltra trovato l’accordo con il ministero e con la Lombardia, prevede la concessione in capo a Cav (Concessioni autostradali venete) società per azioni che già gestisce il Passante di Mestre, la tratta autostradale dell’A4 tra Padova e Mestre, il Raccordo Marco Polo e la Tangenziale Ovest di Mestre.

Un modello già sperimentato a Nord Est con Autostrade Alto Adriatico, società a totale capitale pubblico costituita nell’aprile 2018 da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (92,53%) e Regione del Veneto (7.47%), che gestisce le tratte A4 Venezia-Trieste, A23 Palmanova-Udine Sud, A28 Portogruaro -Conegliano, A57 Tangenziale di Mestre per la quota parte (competenza fino a Terraglio) e A34 Villesse-Gorizia.

I successivi passaggi

Una volta dichiarato il pubblico interesse, sarà necessaria l’adozione di una convenzione-tipo da parte dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art), consentendo l’avvio dei lavori per l’elaborazione del piano economico-finanziario. E, a completare il pacchetto, servirà proprio la definizione del Pef.

Le simulazioni che comprendono quarta corsia tra Brescia e Padova, completamento della Valdastico e potenziamento della sicurezza hanno già fatto lievitare gli investimenti a 14 miliardi di euro. La fase successiva del progetto, cioè l’affidamento e il subentro di Cav nella concessione, sarà altrettanto importante, ma meno urgente.

Sicuramente si passerà da una proroga tecnica e temporanea ad A4 Holding, sulla quale non dovrebbero esserci resistenze neanche da parte dell’Unione europea.

L’attuale gestione

A4 Holding spa, che gestisce la Brescia-Padova, è controllata dal 2016 dal gruppo internazionale Abertis il cui principale azionista è la società Mundys, della galassia Benetton.

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