Borse di impiego in Veneto, brevetti e alloggi: patto tra Regione, atenei e fondazioni

A Padova l’incontro di tutti gli attori disponibili a finanziare. L’obiettivo è costruire un ecosistema che trattenga i giovani

Laura Berlinghieri
Alcuni studenti universitari. Regione, atenei e fondazioni in campo per le borse d'impiego
Alcuni studenti universitari. Regione, atenei e fondazioni in campo per le borse d'impiego

Nel concreto dell’iniziativa – prima di tutto, nel concreto delle risorse – è un progetto tutto da costruire. Ma il “patto tra gentiluomini” per la costruzione di un ecosistema, questa la parola utilizzata, che sia accogliente per i giovani è stato siglato il 5 maggio, a palazzo Bo: cuore dell’Università di Padova.

I firmatari

C’erano il presidente della Regione Alberto Stefani, i rettori dei quattro atenei veneti. E poi i presidenti di Unioncamere, Fondazione Venezia, Cariverona e Cariparo: sì, pure Gilberto Muraro – «La mia ultima uscita in queste vesti», ha ammesso.

Sul tavolo, un piano articolato in tre punti: il potenziamento degli alloggi per gli universitari, il potenziamento dei brevetti e le borse di impiego. Queste ultime, supporto economico per gli studenti meritevoli, per un periodo determinato dopo la laurea: non tre, ma più probabilmente soltanto due anni.

Ma sono dettagli, per un piano che è ancora alla sua “fase uno”. Vale a dire, la conferma della disponibilità degli attori in campo.

Le borse di impiego

Per le borse di impiego, la Regione è pronta a impiegare tra i trenta e i quaranta milioni di euro. Ma altri saranno garantiti dalle fondazioni e altri ancora dagli atenei.

Non tanto – è l’idea dell’Università di Verona – come contributi in senso stretto. Ma piuttosto come finanziamenti a servizi attualmente in carico alla Regione stessa.

Regione che, in questa maniera, avrebbe la possibilità di sbloccare quelle risorse, destinandole altrove. Ipotesi. Per un progetto che verrà articolato, punto per punto, con tavoli specifici: il primo entro un mese.

Gli alloggi per gli universitari

Tra le altre questioni affrontate, il tema degli alloggi. Cruciale per una Regione che, tra le sue priorità amministrative, ha inserito il “piano casa”. La parola d’ordine sarà potenziare: potenziare il patrimonio residenziale destinato agli studenti universitari, e continuare a farlo, anche qualora dovesse essere raggiunto il fabbisogno attuale. Così da ampliare la platea anche ai neolaureati, alla ricerca di un lavoro o alle prime esperienze professionali.

Le proposte sul tavolo sono diverse. Si va dalle forme di garanzia e accompagnamento all’accesso agli affitti attraverso il sistema degli Esu, alla previsione di strumenti di facilitazione per i depositi cauzionali, le garanzie contrattuali o l’accesso a canoni sostenibili, fino all’ammissione sulla base della condizione economica, con priorità ai giovani che, arrivando da fuori, intendano stabilizzarsi in Veneto.

E la platea, si diceva, non sarà limitata ai soli universitari, estendendosi a dottorandi, assegnisti, post-doc e ricercatori nelle fasi iniziali di inserimento. Questo, coinvolgendo un patrimonio edilizio composto tanto dagli alloggi privati, quanto da forme miste tra residenzialità universitaria e il “libero” mercato abitativo.

Il potenziamento dei brevetti

Infine, questione molto cara agli atenei e all’assessore allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, il potenziamento dei brevetti. Il campo che, più degli altri, vedrà anche il contributo di Unioncamere e delle associazioni datoriali. Con un obiettivo: valorizzare il patrimonio di competenze per l’innovazione che è già disponibile all’interno degli atenei, favorendo le connessioni tra università, imprese e territori.

Anche in questo caso, le proposte sono molteplici. E quindi una mappatura regionale delle competenze e dei risultati trasferibili. Poi, incontri territoriali periodici tra gli atenei, le imprese e vari attori del mondo dell’innovazione. Infine, la presentazione selezionata di brevetti, famiglie brevettuali, prototipi, metodi sperimentali e soluzioni applicative. Con il fine, sì, di favorire i giovani portatori di buone idee; ma poi, in generale, il mondo produttivo del Veneto. —

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