Beghetto: «Voglia di lottare»

Smentendo ogni previsione, il capitano è pronto a ricominciare con la maglia numero 9 biancoceleste
SLUDERNO.  E’ la bandiera, l’idolo dei tifosi biancocelesti, un compagno di squadra che tutti vorrebbero, un vero e proprio capitano. Luigi Beghetto, 34 anni, è pronto a cominciare la sesta stagione con la maglia del Treviso. La nuova squadra lo affascina e si sente in obbligo di ringraziare il presidente Ettore Setten per questa ultima campagna acquisti. Qualche problema di feeling con Ezio Rossi, ma adesso, con l’arrivo di Pillon, Gigi ha ritrovato il giusto entusiasmo.


Sul finire della passata stagione, dopo tanta panchina, si pensava che l’attaccante potesse cambiare aria per avvicinandorsi a casa, a Tombolo; invece Gigi è rimasto con la voglia di lottare con addosso la sua maglia biancoceleste numero 9.
«Siamo alle prime sgambate ma sappiamo che questo periodo è quello in cui si lavora con meno stress e dove si costruiscono le basi. E’ un po’ presto per dare dei giudizi, stiamo assieme solo da un paio di giorni, ma si c’è grande entusiasmo come succede sempre ad inizio stagione».


Anche Beghetto non può esimersi dal commentare positivamente il mercato della società che ha rinforzato la squadra in base alle indicazioni di mister Pillon.

«Sicuramente dobbiamo ringraziare il presidente che ha allestito una buona squadra, come ci aveva promesso al termine della gara salvezza contro lo Spezia. Sono arrivati diversi nuovi giocatori bravi che ci potranno permettere un campionato con minor sofferenza dello scorso, ma stiamo attenti nel lasciarsi andare a facili proclami. Anche se nel mercato si è operato bene, adesso tocca a noi dimostrare il valore della squadra in campo, dando al presidente Setten le soddisfazioni che merita».


Certo la presenza di uno come Pillon in panchina ha dato la giusta tranquillità alla società, che, visti i risultati ottenuti in passato, di lui si fida ciecamente.
«Sono convinto che il Treviso abbia preso un ottimo allenatore - confida Beghetto - è stato questo il ilprimo segnale importante che c’era la volontà di fare le cose per bene. Adesso sarà il campo a dare il verdetto e noi giocatori ci metteremo la massima volontà per provare a raccogliere il massimo, e non mettiamo limiti alla provvidenza. Siamo un bel gruppo, con dei ragazzi giovani e promettenti, e il nostro primo obiettivo è che le cose vadano per il verso giusto, poi di conseguenza arriveranno i risultati».


La rosa è competitiva, con almeno un’alternativa per ogni ruolo, ma per Gigi non si corre il rischio di rivalità interne.
«Quando le cose sono chiare fin dall’inizio e non ci sono comportamenti particolari, non ci sono problemi. Poi ricordiamoci che il campionato è lungo e ci sarà spazio per tutti».


Un campionato di B senza squadre dal grande blasone, ma con molte pretendenti.
«Se resta così dico Chievo, ma ho forti dubbi che la loro rosa rimarrà invariata. Altre sicure protagoniste saranno Lecce, Brescia, Mantova e Bologna, poi ci sono altre squadre come lo stesso Treviso che potrà dare fastidio a tutti».

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