Beatrice Venezi: «Voglio dimenticare Venezia, ora dirigerò in Russia e in Georgia»

La direttrice d’orchestra torna a parlare dopo lo stralcio del rapporto con la Fenice, dove sarebbe dovuta diventare direttrice musicale da ottobre. «Ho fiducia nella magistratura, sono sicura che questa vicenda mi renderà giustizia nella verità»

Camilla Gargioni
La direttrice d'orchestra Beatrice Venezi durante la conferenza stampa per la presentazione della nuova produzione della 'Carmen' di Georges Bizet, al Teatro Verdi di Pisa, 20 gennaio 2026. ANSA/ENRICO MATTIA DEL PUNTA
La direttrice d'orchestra Beatrice Venezi durante la conferenza stampa per la presentazione della nuova produzione della 'Carmen' di Georges Bizet, al Teatro Verdi di Pisa, 20 gennaio 2026. ANSA/ENRICO MATTIA DEL PUNTA

«Vorrei dimenticare Venezia. Nel senso che sono proiettata a costruire, non a distruggere. Sono sempre stata così, indipendentemente dalla vicenda veneziana». La direttrice d’orchestra Beatrice Venezi torna a parlare, dopo lo stralcio del rapporto con la Fenice dove sarebbe dovuta diventare direttrice musicale da ottobre. Venezi volta pagina, scegliendo di raccontare i suoi prossimi passi all’Adnkronos. «Credo di aver già pagato abbastanza tutta questa faccenda. Vorrei passare oltre. Questo non significa dimenticare ciò che è accaduto, perché naturalmente ci sono ancora aspetti che dovranno essere affrontati nelle sedi opportune, ma significa non rimanere prigioniera di una vicenda», afferma.

«Errori da parte di tutti»

Venezi ora prova a smorzare i toni, anzi: afferma che con il senno di poi (sic!) avrebbe anche fatto da subito un passo indietro alle prime polemiche. «So che sono stati fatti tanti errori da parte di tutti. Non lo nego. Se tornassi indietro sicuramente affronterei le cose in modo diverso, oppure forse non le affronterei proprio», dice, «Mi tirerei indietro quando avvertissi il primo segnale di pericolo Quando ti dicono “continua, resisti, resisti, resisti”, e te lo dice il sindaco, te lo dice il sovrintendente, te lo dice il ministro della Cultura, te lo dicono tutti i referenti possibili e immaginabili, una persona pensa: “Va bene, allora andiamo avanti, perché evidentemente qualcosa succederà”».

La questione di genere

Non demorde però sulla questione di genere. «Sarei stata, infatti, la prima donna a ricoprire quel ruolo nei duecentotrentaquattro anni di storia del Teatro La Fenice. Credo nel teatro come luogo di circolazione delle idee, e io di idee innovative ne avevo molte per quel luogo. Un peccato non averle potute realizzare, ma sto comunque lavorando per poterle sviluppare altrove».

Ora Russia e Georgia

E adesso, quali sono gli impegni della direttrice d’orchestra? «Ho fiducia nella magistratura. Sono sicura che anche questa vicenda legale potrà contribuire a rendermi giustizia nella verità», afferma la direttrice, allungando lo sguardo ai nuovi progetti artistici internazionali, con gli impegni in Russia e Georgia. «Sono molto felice di poter dire che tornerò in Russia, in un contesto molto particolare come quello di Novosibirsk». Debutterà in autunno alla guida della Traviata di Verdi: «Sto anche studiando il russo», aggiunge. 

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