Rissa a Barcellona, l’altro ragazzo ferito: «Ecco cos’è successo fuori da quel locale»
Il drammatico racconto dell’amico: «Erano uno contro uno». Il padre di Nicola Maggiotto, il 21enne in coma: «Un'infermiera mi ha chiesto se credo in Dio»

Solo nelle prossime ore si potrà avere un quadro attendibile sulle condizioni di Nicola Maggiotto, 21 anni, di Asolo, da mercoledì 12 agosto ricoverato in un reparto di terapia intensiva di Barcellona, dove è mantenuto in coma farmacologico dopo che gli sono state diagnosticate lesioni a livello cerebrale.
Il ragazzo, che si trovava nella città spagnola assieme ad altri otto coetanei del Trevigiano, sarebbe rimasto vittima di un'aggressione da parte di sconosciuti all'uscita da un locale. Gli aggressori erano probabilmente spagnoli.
Un altro amico, che aveva cercato di difenderlo, ha riportato una lacerazione allo zigomo. Dopo due giorni di ospedale è stato oggi dimesso ed ha potuto far rientro in patria.
Il padre di Nicola Maggiotto, Daniele, autotrasportatore di Asolo, si trova con la moglie all'ospedale in cui è ricoverato il figlio. «I medici dicono che occorrerà aspettare, un'infermiera mi ha chiesto se credo in Dio», riferisce il padre. «Solo nelle prossime 24-48 ore sapremo se i traumi riportati da Nicola potranno risolversi senza gravi conseguenze».
Il racconto dell’amico: «Erano uno contro uno»
«Avevamo preso parte ad una festa in piscina in un locale che si chiama “Sea Sea”», racconta uno degli amici di Nicola che era con lui. «Mentre stavamo andando per prendere un taxi, abbiamo incontrato un gruppo di una dozzina di giovani con i quali ci siamo soffermati a parlare tranquillamente. Non so se fossero o meno spagnoli dato che usavamo tutti la lingua inglese».
Poco dopo, per ragioni che non sa spiegare, sarebbe iniziata la rissa. «Non sono intervenuto subito per difendere Nicola - prosegue l'amico - perché erano uno contro uno, lui se la sa cavare, e se gli avessi dato man forte si sarebbero uniti alla lotta anche tutti gli altri, più numerosi di noi».
Pochi attimi dopo, Nicola sarebbe stato colpito molto violentemente con un pugno alla nuca, crollando a terra: «A quel punto ho reagito sfidando l'aggressore e, come previsto, ci siamo trovati addosso cinque o sei persone che ci picchiavano con calci e pugni, finché ho perso i sensi anch'io».
Dopo che il gruppo locale si è dileguato, un terzo italiano ha soccorso Nicola, che non ha però ripreso conoscenza. «Sono arrivate la polizia e quattro ambulanze e ci hanno portati all'ospedale. Non ho alcuna idea sulle ragioni a causa delle quali è nata la rissa. Di sicuro chi ci ha picchiato non cercava soldi e posso assicurare che nel locale non ci sono stati contatti con ragazze».
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