Baby sitter indagata per la morte in culla del piccolo Damiano
La ragazza di 22 anni è stata iscritta sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo, lunedì 5 ottobre l’autopsia sul corpo del piccolo Damiano Celeghin, un anno, che viveva a Marocco di Mogliano. Vani i tentativi di far riprendere il battito del bimbo, il cordoglio dell’Usl 2

Sarà effettuato lunedì 5 ottobre l’esame autoptico sul corpo del piccolo Damiano Celeghin, il bambino di un anno colto da un malore mentre dormiva nel suo lettino a Marocco, frazione di Mogliano.
A lanciare l’allarme è stata la babysitter, una ragazza del 2004: si era accorta che il piccolo aveva iniziato a respirare con difficoltà. Immediata la richiesta di intervento al Suem 118. Quando il personale sanitario è arrivato nell’abitazione di Via Martiri di Belfiore, Damiano era già in arresto cardiaco.
In precedenza non gli era stata diagnosticata alcuna patologia. Sono state subito avviate le manovre di rianimazione. Il bambino è stato intubato e trasportato d’urgenza all’ospedale Ca’ Foncello. Ad attenderlo, vista la gravità della situazione, c’erano i medici del pronto soccorso assieme ad anestesisti e pediatri.
I tentativi di rianimazione sono proseguiti a lungo anche in ospedale, ma ogni tentativo si è rivelato vano: l’attività cardiaca non è più ripresa. All’1.30, i medici hanno dovuto dichiarare il decesso.
Resta ora da chiarire che cosa abbia provocato la morte improvvisa del piccolo Damiano. Per accertarne le cause sarà eseguita lunedì l’autopsia, che potrebbe essere affidata all’anatomopatologa Sindi Visentin. La Procura di Treviso ha aperto un fascicolo d’inchiesta e ha iscritto nel registro degli indagati la babysitter, con l’ipotesi di omicidio colposo. La ragazza è difesa dall’avvocato Lisa Caldato. La direzione dell’Usl 2 ha espresso «la propria vicinanza alla famiglia in questo momento di immenso dolore».
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