Influenza aviaria, il rischio è alto: in Veneto scattano le misure straordinarie
Nuovi provvedimenti della Regione per chi ha allevamenti: maggiori controlli e animali tenuti al chiuso

L’aviaria, lo ha detto a chiare lettere Antonia Ricci, direttrice dell’Istituto Zooprofilatico delle Venezie, è la sorvegliata speciale per il rischio di nuova pandemia. E il Veneto, sui cui cieli passano le rotte degli uccelli migratori portatori del virus, è uno dei territori maggiormente esposti.
Ecco allora le misure straordinarie di sorveglianza che periodicamente si rendono necessarie, come il decreto dell’Unità organizzativa sanità animale appena pubblicata dalla Regione. L’obiettivo: spegnere, contenere e prevenire i focolai di influenza aviaria. Che il mese scorso erano una cinquantina in Italia e una decina in Veneto.
Le misure sono state decise a seguito dell’evoluzione della situazione epidemiologica e dei conseguenti provvedimenti del ministero della Salute che, in una nota del 6 febbraio, ha stabilito ulteriori controlli nelle aree più a rischio.
La premessa è che il Veneto può essere suddiviso in due parti: la zona nord comprendente il Bellunese, il Trevigiano e l’Alto Vicentino in posizione sicura; il resto del territorio (zona A) è invece ad alto rischio di introduzione del virus e c’è infine un’area (la zona B comprendente il basso Veronese, Vicentino e una piccola parte di quello Padovano) dove c’è anche il pericolo di maggiore diffusione.
Le misure straordinarie - che hanno durata definita - sono pertanto diversificate. Tra i provvedimenti da adottare nelle località più esposte, sono previsti il censimento del pollame negli allevamenti avicoli ordinari; la sistemazione al chiuso del pollame per evitare il contatto con quelli selvatici; il divieto di fiere, esposizioni, mostre e mercati; per le vaccinazioni e la somministrazione di farmaci negli allevamenti occorre affidarsi soltanto a personale interno e se le dimensioni non lo consentono, allora, occorre registrare gli esterni. Se invece gli animali sono inviati alla macellazione, allora occorre aver superato una serie di controlli ulteriori indicati nella stessa direttiva.
Si tratta soltanto di alcune delle misure di sicurezza rientranti nel pacchetto che la Regione ha deciso di applicare, almeno fino al termine della prossima settimana. È il segnale che non si intende in alcun modo sottovalutare i focali registrati e i pericoli legati al virus dell’aviaria. Che colpisce gli animali, ma che ha già iniziato lo spillover, il passaggio di specie, essendo passato dagli uccelli migratori, ad anatre e galline e ora anche ai mammiferi e in particolare ai bovini.
«Quello dell’influenza aviaria è uno dei virus sorvegliati speciali per quanto riguarda una nuova possibile pandemia che cerchiamo di scongiurare lavorando continuamente nella sorveglianza e nel controllo», ha spiegato Antonia Ricci dello Zooprofilatico. —
s.t.
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