Attentato anarchico alla sede della Lega di Treviso, in Appello chiesti 21 anni di carcere per Sorroche

L’anarchico spagnolo è accusato di essere la mente e il braccio esecutivo dell’attentato al K3, sede della Lega Nord di Villorba, avvenuto nell’agosto 2018. L’avvocato: «Per gli anarchici si è smarrito il principio di ragionevolezza e sono stati trattati come Totò Riina»

Caso Sorroche, la Procura generale ha chiesto di condannare a 21 anni e 6 mesi l’anarchico spagnolo accusato di essere la mente e il braccio esecutivo dell’attentato al K3, sede della Lega Nord di Villorba, avvenuto nell’agosto 2018.

Sorroche era stato condannato in primo grado dalla Corte d’Assise di Treviso a 28 anni di galera.

E' iniziato infatti oggi, martedì 28 marzo, nell'aula bunker di Mestre il processo d'appello all'anarchico spagnolo Juan Antonio Sorroche, 46 anni, condannato il primo grado a 28 anni per l'attentato nel 2018 al K3 di Villorba, sede della Lega trevigiana.

Davanti alla sede giudiziaria nessun manifestante e una nutrita presenza di forze dell'ordine.

Sorroche non è presente in aula ma segue il dibattimento in videoconferenza. In apertura d'udienza Giancarlo Buonocore della Procura generale d'Appello di Venezia ha indicato la volontà dell'anarchico di realizzare "due ordigni per colpire la politica razzista e autoritaria".

Bombe contenenti oltre un chilo di esplosivo e a frammentazione, in grado di creare profonde lacerazioni e gravi conseguenze fisiche.

A indicare Sorroche come l'autore dell'attentato vi sarebbero, secondo l'accusa, che nega si sia trattato di un gesto puramente dimostrativo, cinque tracce epiteliali trovate sui reperti più significativi come la miccia, il nastro isolante e la busta contenente la rivendicazione.

"Una erosione delle garanzie e una torsione di conoscenza del sistema giudiziario: negli ultimi anni vi è stata oggettivamente un'enfatizzazione del pericolo anarchico": lo ha detto nella sua requisitoria a Mestre il legale dell'anarchico Juan Antonio Sorroche, Flavio Rossi Albertini, che difende anche Alfredo Cospito.

Albertini ha puntato il dito contro "l'enfatizzazione compiuta in primo grado" (al termine della quale Sorroche è stato condannato in primo grado a 28 anni), citando in particolare la mancanza di informazioni sulla presunta idoneità ad esplodere del secondo ordigno artigianale ritrovato nella sede della Lega e se questo fosse il medesimo posto lasciato a Villorba.

Cosa impossibile da verificare, per il legale, perchè il secondo ordigno venne disassemblato dagli artificieri il 12 agosto del 2018.

Dunque, per Albertini, non vi è la prova che quell'ordigno potesse esplodere.

Albertini cita alla corte d'Appello il caso Cospito, in relazione all'accusa contestata di devastazione, saccheggio e strage previsti dall'articolo 285 del codice penale.

"Un reato - rileva il legale - non contestato neppure per le stragi più gravi della storia italiana come via d'Amelio, Piazza Fontana, la strage di Bologna o la trattativa Stato-mafia". Dunque, sostiene il legale, "per gli anarchici si è smarrito il principio di ragionevolezza e sono stati trattati come Totò Riina" in relazione ad episodi "di scarsissimo livello offensivo".

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