Passione piano: a 12 anni Antonio Pavan vola a Miami
Il talento del giovane trevigiano: «Ho sempre giocato con la musica». Compone anche brani, si ispira alle escursioni in montagna e alla natura. L’esperienza in Florida è nata da una borsa di studio estiva

A dodici anni, il primo viaggio oltreoceano è già un’avventura. Per Antonio Pavan, giovanissimo pianista trevigiano, è anche di più: in questi giorni si trova a Miami, dove la direttrice artistica del Miami International Piano Festival, Giselle Brodsky, lo ha invitato tra i giovani pianisti dell’accademia invernale per «le eccezionali doti e la sensibilità artistica», con cui padroneggia pagine molto impegnative con sorprendente maturità. Un talento purissimo e già pluripremiato, che si racconta con la semplicità disarmante di un dodicenne.
Antonio, com’è questa esperienza a Miami?
«Mi sento molto fortunato: è la mia prima volta in America e anche la prima volta che vedo l’oceano, che mi affascina; sto studiando con grandi maestri e conoscendo giovani musicisti da tutto il mondo. È un periodo breve, perché tra poco dovrò tornare a scuola, ma lo sto vivendo con grande entusiasmo insieme ai miei genitori».
Com’è nata questa esperienza in Florida?
«Tutto è iniziato con una borsa di studio che mi era stata assegnata l’anno scorso per l’Accademia estiva del Miami International Piano Festival Academy che si tiene ogni anno al Centro Gustav Mahler di Dobbiaco. Giselle Brodsky mi ha invitato a partecipare alla sessione invernale dell’accademia qui a Miami: un grande onore e una bellissima esperienza».
Prima di partire per gli Stati Uniti hai suonato anche nella tua città. Com’è stato?
«Recentemente ho potuto suonare due volte a Treviso, l’ultima il 2 gennaio al Teatro Comunale, assieme a grandi artisti come Andrea Marcon. Ho già avuto la fortuna di suonare in molti Paesi, ma a Treviso ho provato un’emozione diversa: il cuore batteva più forte».
Ti ricordi come è cominciato tutto, con il pianoforte?
«Ho sempre giocato con la musica: da piccolissimo avevo una piccola tastiera con gli animaletti e mi piaceva inventare melodie. A quattro anni la mamma ha cominciato a portarmi a lezione alla Scuola Suzuki di Treviso, e ogni volta per me era una festa: ho imparato molto attraverso il gioco, ma anche a leggere le note e a capire come è fatta la musica».
Oggi studi ancora con la tua maestra di allora. Che rapporto avete?
«La mia maestra Anna Maria Zanetti è speciale. Mi segue con tanta pazienza e riesce a trasmettermi serenità anche quando incontro difficoltà. I docenti dell’Accademia di Miami si complimentano per quello che mi ha insegnato. Sono felice di averla come insegnante, perché con lei imparo divertendomi, mentre la musica mi trasporta in un mondo pieno di storie sempre diverse».
Com’è la tua giornata?
«Le mie giornate sono normali: vado a scuola, faccio i compiti, suono il piano un paio d’ore, gioco con gli amici. Nel tempo libero mi piace leggere, sono appassionato di Harry Potter, e disegnare: progetto città, aeroporti, funivie. Mi piace anche scrivere racconti: a nove anni ne ho scritto intitolato Sulle ali della musica, dedicato alla mia maestra di pianoforte, in cui immaginavo di incontrare Chopin. Ha partecipato al concorso Il giovane Da Ponte e inaspettatamente è stato premiato e pubblicato in una raccolta».
E a scuola come va?
«Mi piace studiare e mi trovo molto bene con i miei compagni e i miei insegnanti: alcuni vengono anche ad ascoltarmi ai concerti».
Che cosa rappresenta per te la musica?
«Quando suono sento dentro di me una grande energia che non riesco a contenere. Non riesco a immaginare la mia vita senza la musica e vorrei diventare abbastanza bravo da suonare nella grandi sale concertistiche del mondo, perché ho anche tanta voglia di viaggiare e di scoprire posti nuovi».
Hai cominciato anche a comporre. Come nascono i tuoi brani?
«Spesso le idee arrivano durante le escursioni in montagna con i miei genitori: la natura mi ispira e nasce in me il desiderio di raccontarla con la musica. Ho anche la fortuna di confrontarmi con Paolo Troncon, compositore e direttore del Conservatorio di Castelfranco Veneto, che mi dà sempre consigli preziosi».
Una tua composizione è arrivata anche a una delle più celebri pianiste del mondo: com’è andata?
«Nell’aprile scorso ho partecipato al concorso Jeune Chopin presieduto da Marta Argerich (che ha vinto, ma non lo dice, ndr) e la direttrice Magdalena Hirsz mi ha invitato a suonare una mia composizione. Ho scelto “Il torrente spumeggiante”, ispirato a un’escursione in montagna: a Martha Argherich è piaciuta moltissimo, così le ho regalato il manoscritto».
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