David ancora campione d’Italia di subbuteo: ora vivrà il sogno dei mondiali
David Del Ben, quindicenne di Vigonovo di Fontanafredda, ha saputo gestire la pressione e confermare il titolo under 16. Ora la rassegna iridata a Parigi

Vincere è difficile. Ripetersi ancora di più. Ma il quindicenne pordenonese (vive a Vigonovo di Fontanafredda) David Del Ben si è dimostrato più forte delle difficoltà e del peso del pronostico.
Perché quando ti presenti ai nastri di partenza di una competizione con il titolo di campione italiano in carica, è inevitabile che le attese si concentrino su di te. David ha saputo gestire la pressione: ancora, per la seconda volta consecutiva, campione d’Italia under 16. Di uno sport che magari in pochi conoscono, ma dal fascino tutto particolare: il subbuteo, altrimenti detto calcio da tavolo.

David è tesserato per la Pinco Devils Table Soccer di Godega di Sant’Urbano. È ormai considerato uno del talenti più promettenti in ambito non soltanto nazionale, ma internazionale. Non per niente, dopo il titolo tricolore conquistato nei giorni scorsi a Modena, ora difenderà i colori azzurri, sia nella competizione individuale che in quella a squadre, nei campionati Mondiali che si disputeranno il 5 e il 6 settembre a Parigi.
Ma prima c’è da godersi l’estate. Con pieno merito. La promozione all’Istituto geometri di Pordenone, il bis agli assoluti di Modena. Ma non solo. Il talento di David Del Ben si estende anche al prato verde per antonomasia, ovvero il campo di calcio, in cui veste la casacca degli under 16 della Sacilese.
Nella stagione da poco conclusa i biancorossi hanno vinto il proprio girone anche grazie ai gol di David, che si ispira al bomber polacco del Barcellona, Robert Lewandowski. Insomma, anno ricco di soddisfazioni per il giovane fontanese.
Ma non c’è dubbio che il successo sportivo più “luccicante” sia stato ottenuto in terra emiliana. I partecipanti erano in totale 63, tra under 12, 16 e 20. Del Ben si è imposto nella propria categoria battendo in finale l’empolese Lorenzo Sani.
Una partita equilibrata, che David è stato abile ad aggiudicarsi grazie al golden gol: una rete segnata ai tempi supplementari che ha chiuso immediatamente la sfida. Una regola ormai non più attuale nel calcio, ma che lo è stata nei primi anni Duemila. Costandoci anche un Europeo: si ricorderà il gol di Trezeguet al 103’che ha chiuso la finale tra Francia e Italia del luglio 2000 senza attendere (gli eventuali) i calci di rigore.
Il subbuteo è altro. Non si gioca con i piedi, ma con le punta delle dita. «È uno sport di manualità», commenta Federico Del Ben, orgoglioso papà di David, «strategia e concentrazione. Mio figlio lo pratica ormai da alcuni anni e a prescindere dai risultati ottenuti, sono fiero di come sta affrontando questo impegno».
Sembra un racconto da “Toys Story” , di quelli che invitano a riscoprire i giochi di una volta a dispetto della “dispositivo mania” del momento. David scopre il subbuteo durante il lockdown conseguente al Covid. Si innamora e cerca di convincere anche qualche suo coetaneo. Scarsa fortuna in questo. Ben altra nel suo percorso che lo porta a diventare un baby campione di una disciplina iconica di un tempo con meno schermi e più emozioni.
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