Le urla lancinanti della donna sfregiata con l’acido:«Aiutatemi, brucia brucia»
L’aggressore si è dato alla fuga, lei è rimasta a terra, incapace di capire cose le stesse accadendo. Le urla di dolore hanno fatto uscire di casa le persone

«Aiuto, aiuto, brucia brucia». Sono queste le parole della giovane sfregiata con l’acido, in preda a dolori atroci, che supplicava che qualcuno l’aiutasse e chiamasse i soccorsi.
Un dramma nel dramma quello che si è consumato venerdì sera poco prima delle 22, in una zona tranquilla, dove si trovano solo un bar e un parchetto frequentato da persone che si conoscono tutte e dove al massimo le lamentele riguardano un lampione rotto.
Tutto si è svolto nell’arco di pochissimi, drammatici secondi, che hanno cambiato la vita della ragazza per sempre. L’aggressore che si dava alla fuga, lei a terra, incapace di capire cose le stesse accadendo. Le urla di dolore che hanno fatto uscire di casa le persone. Un incubo dei peggiori.
«Ho sentito le urla della ragazza e ho visto questo giovane che scappava via, correva fortissimo, ha imboccato la stradina dopo. La donna urlava, diceva “aiuto, aiuto, brucia brucia”, ho visto le bolle sulla sua pelle. Mi sono data da fare per aiutarla» racconta una residente che abita poco lontano e che per fortuna si trovava al posto giusto nel momento giusto.
Le ambulanze a sirene spiegate, sono arrivate in pochi minuti, il Suem di Treviso, l’ha soccorsa. Le persone avevano tentato di alleviarle il dolore in qualche modo. Poi la corsa verso il Pronto soccorso e le rassicurazioni del personale che l’ha trasportata al nosocomio di Mestre.
Momenti drammatici, che non riuscirà facilmente a dimenticare e che avranno conseguenze non solo fisiche, ma anche psicologiche. Racconta ancora la donna: «Abbiamo trovato una bottiglietta con dell’acido e dei guanti». Quelli utilizzati dall’aggressore prima di darsi alla fuga e far perdere le proprie tracce.
La signora fornisce anche alcuni elementi utili alle indagini, spiegando che il giovane scappato correndo velocissimo, avrebbe avuto la carnagione olivastra.
Incrociando le testimonianze di chi è riuscito a mettere a fuoco le istantanee concitate dell’aggressione, emerge che potrebbe dunque essere un nordafricano, con un cappello bianco in testa, il giovane ricercato dai carabinieri e dalle forze dell’ordine.
La 32enne che abita a Mestre, lavora in una casa di riposo ma per pagare le spese, presta anche servizio in un bar della città. In questi giorni si trovava in ferie, avrebbe dovuto riprendere a lavorare alla volta dell'inizio della settimana.
«Stavo tornando a casa» racconta un testimone che abita poco distante «ho visto una ragazza a terra, davanti a una abitazione, si teneva un panno sul capo, era seduta. Ho pensato a un incidente in un primo momento, perché ho visto la macchina parcheggiata a fianco a lei, di certo non avrei mai immaginato nulla del genere».
Prosegue: «Era là, con le mani sul capo, penso per via del male che provava a causa dell’acido. Sono davvero colpito, perché è successo qui, a una ragazza che è cresciuta in questa comunità, che conosciamo. Siamo tutti sconvolti per l'efferatezza del gesto. Se una persona arriva a lanciare dell’acido contro qualcuno significa che è disposta a tutto, e dunque poteva accadere anche di peggio, perché di certo lo ha fatto per fare molto male». Si è fatto una idea? «Troppe cose non tornano, bisogna capire se è un folle, o se voleva qualcosa».
Più di una persona è stata sentita dai carabinieri, che stanno suonando i campanelli per trovare indizi, testimonianze, vicini e amici che abbiano visto il ragazzo fuggire e riuscire così a rintracciare il suo percorso. «Ho sentito le sirene» racconta la titolare di una attività a due passi «ho guardato fuori e così ho notato i lampeggianti, poi mi hanno detto che cos’era successo». Anche nella chat del gruppo dei residenti del quartiere, nella mattinata di ieri s i è diffusa la notizia di quanto successo.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








