Due medici condannati per la morte di Andrea Pinarello: dovranno pagare 1,3 milioni alla famiglia

Il manager dell’azienda di bici morto a 39 anni nell’agosto 2011 durante il Giro del Friuli in provincia di Gorizia. Ribaltata la sentenza di primo grado, nel mirino il certificato di idoneità agonistica, rilasciato nonostante una cicatrice al ventricolo sinistro

Mattia Toffoletto
Andrea Pinarello
Andrea Pinarello

Gli fu rilasciato il certificato di idoneità agonistica nonostante una cicatrice al ventricolo sinistro. Due medici e una struttura privata accreditata condannati a risarcire con 1,3 milioni di euro per danni morali (non patrimoniali) i familiari di Andrea Pinarello, manager dell'omonima azienda simbolo della bici (figlio del fondatore Giovanni, fratello di Carla e Fausto), morto a 39 anni nell'agosto 2011 a Staranzano (Gorizia) al termine della prima tappa del Giro del Friuli per amatori.

Nella causa civile portata avanti da Gloria Piovesan, vedova di Andrea, la Corte d'Appello di Venezia ha ribaltato la sentenza di primo grado del 2023 del Tribunale di Treviso che aveva visto il rigetto della richiesta di risarcimento e condannato i familiari di Andrea al pagamento di circa 200 mila euro di spese processuali.

«L'idoneità agonistica fu riconosciuta nonostante una cicatrice al ventricolo sinistro già evidenziata dagli esami strumentali, nella fattispecie una risonanza magnetica con mezzo di contrasto effettuata nel dicembre 2010», spiega l'avvocato Alessandra Gracis. Successivamente Andrea Pinarello si era sottoposto a intervento in una struttura extra regione: «Ma la bonifica era stata effettuata solo al ventricolo destro e non al sinistro», prosegue il legale.

La causa della morte di Andrea va riferita a una cardiomiopatia aritmogena. Nel procedimento davanti al giudice Gloria Piovesan e i figli hanno ottenuto «parziale ragione». I danni patrimoniali non sono stati riconosciuti, in quanto negli anni successivi la quota di maggioranza dell'azienda di Fontane di Villorba è stata ceduta a un fondo francese (ora la maggioranza è di Ivan Glasenberg).

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