Lupi nella pianura trevigiana, si muove un nuovo branco

Il Comune di Pederobba recluta un esperto che guiderà una squadra capace di gestire l’emergenza: «Vanno protetti gli animali domestici e quelli dei piccoli allevamenti, anche con recinti elettrificati»

Enzo Favero
Il lupo che nei giorni scorsi si aggirava al mercato di Valdobbiadene
Il lupo che nei giorni scorsi si aggirava al mercato di Valdobbiadene

Si sta diffondendo l’allarme lupi nella fascia pedemontana e anche in pianura, e così l’amministrazione comunale di Pederobba ha deciso di istituire una task force che monitori costantemente il fenomeno e indichi ai piccoli allevatori quali accorgimenti adottare per evitare di trovarsi con qualche pecora o capra sbranata.

Dopo il caso del lupo in piazza in mezzo al mercato a Valdobbiadene, la presenza degli animali è stata ripetutamente segnalata anche nella zona tra Covolo e Onigo. «A Pederobba i lupi si erano visti anche lo scorso mese – fa notare il vicesindaco Fabio Maggio – con una serie di attacchi a animali domestici ed ovini».

Valdobbiadene, un lupo a passeggio al mercato
Il lupo ripreso tra le bancarelle del mercato di Valdobbiadene

L’iniziativa

E così ha preso l’iniziativa di dare avvio ad una task force dedicata per la gestione della recente emergenza legata alla presenza del lupo sul territorio comunale. L’iniziativa è nata a seguito di alcune segnalazioni di aggressioni ad animali che hanno portato l’amministrazione ad attivare un attento monitoraggio, dal quale è stata verificata la presenza di una coppia di lupi stanziali.

Il coordinamento dell’operazione è stato affidato a Fabio Dartora, esperto di livello internazionale, individuandolo come riferimento tecnico-operativo per la predisposizione di misure di prevenzione, risposta rapida e supporto al territorio.

Il viaggio verso la pianura

«Il lupo era presente nella fascia prealpina – spiega Dartora – ora comincia ad esserci anche nella fascia pedemontana e in pianura. Gli esemplari seguono i corsi d’acqua e arrivano fino in pianura. In Monfenera era nota la presenza di un branco di lupi tra i boschi di castagno, da poco è stata rilevata la presenza di una coppia stanziale tra Covolo e Onigo, che fa prevedere la futura presenza di un branco, quindi ora li seguiremo con un attento monitoraggio per capire cosa sta succedendo».

Il lavoro avviato dall’amministrazione comunale si estende anche alla riserva alpina, che insieme ai propri esperti e in sinergia col Comune ha organizzato per giovedì 27 novembre alle 20, in sala consiliare, una serata divulgativa e informativa con l’obiettivo di supportare agricoltori, operatori e cittadini attraverso l’intervento di esperti e l’attivazione di procedure operative che consentano, quando necessario, di intervenire immediatamente, riducendo i rischi e rafforzando le misure di tutela per gli animali e per le attività economiche locali.

«Abbiamo scelto di agire tempestivamente per prevenire, senza allarmismi inutili – spiega il vicesindaco Fabio Maggio – Le segnalazioni ricevute e il successivo monitoraggio ci impongono però azioni tempestive. Per questo abbiamo attivato una task force, stanziato risorse dedicate e coinvolto un esperto di riconosciuta esperienza internazionale come Fabio Dartora, con l’obiettivo di mettere sicurezza il territorio, affiancando in modo diretto agricoltori, operatori e cittadini. Poi servirà un intervento più specifico nei prossimi mesi e il coinvolgimento diretto delle autorità regionali che offrano garanzie e risorse necessarie al monitoraggio continuo degli esemplari che si spingono nelle aree antropizzate».

I piccoli allevatori

«Le iniziative di piccoli allevatori amatoriali sono molto importanti sia culturalmente che paesaggisticamente e dobbiamo fare sì che possano continuare a tenere animali anche in presenza del lupo – fa notare Dartora – i piccoli prati che vengono falciati per produrre il fieno sono uno scrigno di biodiversità fatta da fioriture, insetti impollinatori, rettili, anfibi, uccelli e mammiferi, inoltre generano un paesaggio a mosaico, ma sono sempre più rari, ecco perché supportare i piccoli allevatori amatoriali significa custodire anche un paesaggio e il suo patrimonio naturalistico mantenendo il collegamento tra l’uomo al territorio».

Ma la presenza del lupo può scoraggiare i piccoli allevatori e così ecco che la task force servirà anche a dare le indicazioni di come convivere col lupo senza trovarsi i capi ovini sbranati. «Va analizzato caso per caso – afferma Dartora – In un caso può servire la rete elettrificata, in un altro una recinzione di una certa altezza, in un altro dei ricoveri chiusi. Dipende dalle abitudini degli allevatori e da come sono soliti tenere i loro animali». 

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