Sindaco uscente nega la piazza per il comizio, lo sfidante scrive al prefetto

(ANSA) - CAPESTRANO, 22 MAG - A Capestrano, piccolo comune dell'Aquilano dove si torna al voto il 24 e il 25 prossimi, infuria la polemica perché il sindaco uscente e ricandidato, Antonio D'Alfonso, ha vietato, con un atto di giunta ad hoc, l'utilizzo della piazza per il comizio di chiusura della campagna elettorale al suo sfidante quasi omonimo, Alfonso D'Alfonso, che guida la lista "Tre sorgenti". Pronta la risposta del candidato, che è anche segretario regionale di Democrazia solidale - Demos e ha denunciato l'accaduto al prefetto dell'Aquila, Vito Cusumano, "per un gravissimo atto contro la libertà politica sancita dalla Costituzione" consumatosi a Capestrano, centro con 811 abitanti. Secondo quanto si è appreso, il prefetto avrebbe inviato comunicazioni al sindaco uscente. E il comizio in programma stasera si farà, alla presenza degli elettori e dei carabinieri che avrebbero dato l'autorizzazione all'istanza di utilizzo per il comizio, presentata da Alfonso D'Alfonso. "Vogliamo che sia chiaro a tutti: noi terremo comunque il nostro comizio, avendo ottemperato a ogni obbligo previsto dalla legge. Parlerò nell'agorà - ha spiegato in una nota Alfonso D'Alfonso —. Questi ridicoli tentativi di sfuggire al confronto e di nascondere le proprie responsabilità non faranno altro che accentuare la voglia di cambiamento dei cittadini di Capestrano. Se pensano di fermarci negando i diritti costituzionali, significa che hanno davvero toccato il fondo".
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








