Pizzaballa, siamo stanchi e provati ma impariamo da Cristo

(ANSA) - ROMA, 02 APR - "C'è una tensione che non possiamo ignorare: fuori, le porte del Santo Sepolcro sono chiuse. La guerra ha reso questo luogo un rifugio, un dentro separato da un fuori carico di tensione. Siamo qui come in un grembo di pace, mentre intorno il mondo si lacera, e vorremmo poter cambiare tutto questo". Lo ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, celebrando la messa in Coena Domini al Santo Sepolcro. La celebrazione si è svolta, come era stato annunciato, a porte chiuse. "Non siamo una Chiesa forte, non siamo una Chiesa numerosa, non siamo una Chiesa che può permettersi di scegliere tempi facili, e lo vediamo continuamente. Spesso siamo una Chiesa stanca, provata, a volte tentata di difendersi più che di donarsi. Eppure oggi il Signore non ci chiede di essere potenti, ma di avere parte con Lui. Non ci chiede di risolvere tutto, ma di non rifiutare il suo modo di amare", ha detto Pizzaballa nell'omelia della messa del Giovedì Santo. "Perché una Chiesa ha parte con Cristo non quando è al sicuro, ma quando accetta di condividere il suo abbassamento", ha aggiunto il cardinale. "Avere parte con Lui, per noi che viviamo e testimoniamo il Vangelo in questa terra, significa imparare il linguaggio del chinarsi. Chinarsi sulle paure, sulle incomprensioni, sulle fatiche quotidiane di chi rischia di perdere la speranza. Chinarsi senza pretendere di avere soluzioni immediate, ma offrendo una presenza fedele. Forse non possiamo cambiare le grandi dinamiche della storia - ha concluso Pizzaballa -, ma possiamo decidere se avere parte con Cristo nel suo modo di stare dentro la storia: non sopra, non contro, ma accanto". (ANSA).
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