Per la manifestazione di Askatasuna del 31 gennaio nodo percorso e spezzoni

Proseguono in queste ore le trattative tra le autorità di sicurezza di Torino e i promotori della manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, in programma sabato 31 gennaio. Al centro del confronto c'è la richiesta, già avanzata dopo il tavolo del comitato per l'ordine e la sicurezza (Coisp) che si è svolto ieri in Prefettura, di modificare il percorso dei tre cortei preavvisati, evitando il passaggio in centro e in particolare in piazza Castello, dove il 3 ottobre scorso si verificarono scontri durati ore, e di ridurre la manifestazione a un unico corteo. Al momento non è arrivata una risposta definitiva dagli organizzatori, che non vorrebbero rinunciare né alla suddivisione in tre spezzoni, né al passaggio in corso Regina Margherita, dove si trova l'edificio occupato per circa trent'anni da Askatasuna e sgomberato il 18 dicembre scorso. In attesa di un esito delle trattative, i collettivi dell'area autonoma stanno intanto pubblicizzando la composizione dei tre cortei. Da Porta Nuova partirebbero il movimento No Tav e gli attivisti pro Kurdistan 'RiseUp4Rojava', da Porta Susa alcuni centri sociali torinesi, tra cui Gabrio, Manituana, Neruda, e diverse realtà come Prendocasa e sindacali come Usb, infine da Palazzo Nuovo lo spezzone universitario e il comitato Vanchiglia Insieme, oltre probabilmente gli attivisti stessi di Askatasuna. Sono in aumento le adesioni di partecipanti attesi a Torino anche da fuori regione e dall'estero. Gli arrivi in città, in treno e in pullman, sono previsti da venerdì. (ANSA).
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