Enrico Giovannini, ascoltare i giovani? Passiamo dalle parole ai fatti

(ANSA) - ROMA, 25 OTT - "Evitare gli stereotipi e affrontare in modo profondo le cause serie di questo disagio giovanile". Enrico Giovannini, economista e statistico, ha presieduto anche l'Istat, due volte ministro nei Governi Letta e Draghi, delle Infrastrutture e mobilità sostenibili e del Lavoro, rilancia, dati alla mano, la questione della mancata risposta politica e sociale alle domande che provengono dalle giovani generazioni, ma non si limita a denunciare. "Se vogliamo passare dalle parole ai fatti questo è il momento perfetto, possiamo cambiare registro". Con l'ASviS, l'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, di cui Giovannini è Direttore scientifico, che presenterà mercoledì prossimo il suo Rapporto Annuale e le proposte per la futura legislatura, di progetti ne ha messi in cantiere tanti, ma l'ultimo traguardo potrebbe essere quello capace di catalizzare l'attenzione di quanti, giovani e adulti, schieramenti di destra o sinistra, vorrebbero fare qualcosa per andare oltre la litania dell'assenza di futuro per le nuove generazioni. "Nel 2025 abbiamo lanciato il progetto 'Ecosistema Futuro', con l'obiettivo, su cui qualcuno potrebbe anche ironizzare, di riportare il futuro al centro del dibattito culturale e politico del nostro Paese. Tra le altre cose abbiamo creato una 'Costituente' con 40 ragazze e ragazzi under 35, assistiti da 12 Mentor, tra i quali ex-presidenti del Consiglio, della Camera dei Deputati, della Corte Costituzionale, che stanno lavorando alla definizione delle regole di quella che abbiamo chiamato 'Assemblea Nazionale sul Futuro', una sorta di Parlamento, ma con una composizione per età inversa rispetto a quella parlamentare, che si occupi delle questioni più rilevanti per il futuro del Paese. Abbiamo poi lanciato le 'Piazze sul Futuro': diverse sono state già organizzate e ancora di più lo saranno nei prossimi mesi, per ricominciare a parlare di una cosa che apparentemente non interessa a nessuno. Ma se non ci interessiamo noi del nostro futuro lo farà qualcun altro e, in questo periodo, mi sembra una pessima scelta". Per dare risposte concrete alle domande dei giovani ci sono due cose che, dice Giovannini, andrebbero fatte ora, in vista delle elezioni e che sono il frutto di proposte dell'Alleanza realizzate grazie alla convergenza delle forze politiche: "un fondamentale cambiamento è avvenuto nel 2022, con l'introduzione, tra i principi fondamentali della Costituzione, della tutela dell'ambiente, della biodiversità e gli ecosistemi, 'anche nell'interesse delle future generazioni' e con l'affermazione che l'attività economica non può svolgersi contro la salute e contro l'ambiente". Inoltre, "al fine di assicurare il fatto che le leggi e le politiche siano coerenti con quei principi abbiamo sollecitato il governo a introdurre la VIG, la Valutazione di Impatto Generazionale, che è diventata legge nel novembre del 2025: d'ora in poi, ogni nuova legge, prima di essere approvata, va valutata in termini di impatto sociale e ambientale sui giovani di oggi e sulle future generazioni. Anzi - sottolinea Giovannini - il comma 1 dell'articolo 4 fa un'affermazione radicale e cioè che 'le leggi della Repubblica promuovono l'equità tra generazioni', un principio potenzialmente rivoluzionario rispetto al modo con cui la politica si comporta". C'è tuttavia un ma: "stiamo ancora aspettando il decreto del Presidente del Consiglio che attui quanto previsto dalla legge e che dovrebbe essere in dirittura d'arrivo. Capisce il cambio radicale del modo in cui le leggi italiane dovranno essere impostate grazie a questa novità?". Insomma, "lo dice il Presidente Mattarella, lo dice il Papa: bisogna mettere gli interessi dei giovani al centro delle scelte politiche, e non solo. Ora, abbiamo finalmente una Costituzione e l'obbligo di VIG (ambedue votate all'unanimità delle forze parlamentari) che impongono di disegnare le politiche pensando ai giovani di oggi e di domani, non solo evitando che esse peggiorino l'attuale ingiustizia tra generazioni, ma che la riducano. Dunque, dunque quale migliore modo di rispondere alle manifestazioni approvando istantaneamente e pubblicandolo in Gazzetta Ufficiale il Dpcm di attuazione?". La seconda proposta riguarda i programmi elettorali dei partiti che si presenteranno alle elezioni. Dunque, "visto il voto unanime su Costituzione e VIG io mi aspetto che tutti i partiti mettano nei programmi l'impegno verso i giovani e a rispettare i citati principi, e che magari chiedano a organismi indipendenti di fare la VIG delle loro proposte". Giovannini chiude con alcune domande: "ma chi in questi giorni ha commentato la condizione dei giovani e le manifestazioni conosce le novità di cui abbiamo parlato? Ma gli esponenti dei partiti e l'opinione pubblica hanno contezza della straordinaria opportunità che queste innovazioni offrono? Lo spero, ovviamente, perché se la classe dirigente, non solo politica, decidesse, in un momento come questo, di non usare seriamente i nuovi strumenti disponibili per cambiare il futuro del nostro Paese allora mi sembrerebbe inutile domandarsi perché i giovani sono arrabbiati e hanno poca fiducia nella politica". (ANSA).
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