Onorato: "Violenze da condannare, ma i giovani vanno ascoltati"
"Noi vogliamo, in qualche modo, immergervi, provare a toccare le coscienze di qualcuno e credere che alla fine invece si può fare". È l'appello lanciato nel corso dell'intervento, che guarda alle proteste giovanili come a un possibile segnale di cambiamento per il Paese. "Si può credere che l'Italia può ripartire, la società può ripartire", afferma, invitando a non interpretare automaticamente la partecipazione di migliaia di giovani alle manifestazioni come un'espressione di violenza o come il desiderio di distruggere qualcosa. "Forse una cosa vogliono distruggerla, che è l'indifferenza, la rassegnazione", sottolinea. Una riflessione che va oltre i confini nazionali: il problema, precisa, non riguarda soltanto l'Italia e le mancanze del governo Meloni, ma attraversa anche la Francia e molti altri Paesi. Un fenomeno che richiede di interrogarsi sulle ragioni del disagio e sulla possibilità di trasformare la partecipazione dei giovani in una spinta per ripartire.
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