Comitato No ovovia, con sentenza Tar Lazio non cambia nulla

(ANSA) - TRIESTE, 02 GIU - Il Comitato No ovovia prende "atto della sentenza del TAR Lazio sul ricorso dei residenti contro il Decreto Salvini che finanzia con 48 milioni la cabinovia" ma "la sentenza non comporta conseguenze sui procedimenti in corso" per la sua realizzazione. William Starc, coordinatore del Comitato, "rileva il diverso pronunciamento dei giudici dei due tribunali amministrativi. Il Comune, nei documenti depositati a difesa dell'ovovia, ha sempre sostenuto che i residenti non avessero titolo a costituirsi in giudizio", ma "questa tesi è stata rigettata dai giudici del TAR di Trieste. Il TAR del Lazio - prosegue Starc - ha anche ammesso il ricorso dei residenti, ma nella sentenza ha ritenuto che essi non abbiano interesse diretto all'annullamento del Decreto" e che "resta al Comune decidere il loro eventuale impiego". Cioè, "non ha dato torto ai residenti, ma ha restituito la palla al Comune di Trieste". Per "l'iter dell'opera non cambia nulla", precisa il Comitato: "Come ribadito nella stessa sentenza, l'opera gode di un parziale finanziamento, 30 milioni, a carico del bilancio del Comune quindi dei triestini. Cifra che dovrebbe anticipare parte delle disponibilità finanziarie concesse dal Ministero, spalmate su 8 anni dal 2027, ma che riteniamo sarebbe meglio destinare a iniziative veramente utili". Il finanziamento, peraltro, "è sospeso dai ricorsi depositati al Consiglio di Stato da parte di Comune, Regione, residenti, Associazioni ambientaliste nazionali, con tempi di pronunciamento difficilmente pronosticabili. I procedimenti per la realizzazione dell'opera rimarranno indeterminati per i prossimi mesi e lo stallo comporta" un aumento "del costo dell'opera, che a tutt'oggi, nonostante le richieste da noi fatte, non è dato di conoscere". In una intervista pubblicata oggi dal quotidiano Il Piccolo, il sindaco, Roberto Dipiazza, sulla ariduzione dell'ampiezza dell'opera, ha detto che essa o si fa nella sua interezza come è nel progetto, oppure si rinuncia. (ANSA).
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