Anche escort hanno codice Ateco, contestati redditi non dichiarati

(ANSA) - MASSA (MASSA CARRARA), 26 FEB - Duecentomila euro è il reddito che i finanzieri del Gruppo di Massa Carrara hanno ricostruito grazie a controlli nei confronti di una escort che, per anni, avrebbe esercitato la propria attività senza dichiarare un solo euro al fisco. La contestazione fiscale si lega anche all'aggiornamento della classificazione Ateco 2025: ha portato a "un vero e proprio riconoscimento, sotto il profilo fiscale, dell'attività svolta dalle 'sex workers' - spiega la Guardia di finanza in una nota - che oggi consentono di inquadrare fiscalmente anche attività fino a ieri rimaste in una zona grigia, quali ad esempio i 'Servizi di incontro ed eventi simili', le attività di accompagnatori e accompagnatrici (escort), nonché la fornitura e l'organizzazione di servizi sessuali". Proprio l'inquadramento del nuovo codice Ateco, si spiega, "così come condiviso con la direzione provinciale dell'Agenzia delle Entrate di Massa Carrara, ha reso possibile ai finanzieri richiedere l'attribuzione d'ufficio, a carico della escort, di una partita Iva e assoggettare a tassazione un'attività che genera reddito a tutti gli effetti, indipendentemente dal giudizio morale". Le indagini hanno accertato che la donna traeva il proprio sostentamento esclusivamente dall'attività di escort, svolta anche tramite piattaforme online, dove pubblicizzava il proprio lavoro, percependo compensi per ogni prestazione di circa 200 euro. Incrociando dati bancari, movimenti di denaro e flussi di spesa "incompatibili con i redditi ufficialmente dichiarati", i finanzieri sono arrivai a stimare "introiti per oltre 200.000 euro in un arco temporale limitato. Un volume d'affari così come ricostruito dai finanzierei e condiviso dalla stessa escort, che comporterà versamenti di imposte per oltre 100.000 euro ai fini sia dell'Iva che dell'Irpef". L'attività ispettiva, così ancora le Fiamme gialle, "si fonda sul principio, ribadito dalla Corte di Cassazione secondo cui l'esercizio abituale e professionale dell'attività di prostituzione integra a tutti gli effetti una prestazione di servizi rilevante ai fini fiscali, soggetta agli obblighi dichiarativi e impositivi previsti dalla normativa vigente". Con "i nuovi codici Ateco - conclude la Gdf - anche la prostituzione entra nel perimetro della tassazione ordinaria. una 'legalizzazione morale', ma di un principio semplice: chi produce reddito deve contribuire alle casse dello Stato". (ANSA).
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








