La Galleria Altinia a Treviso rinasce come agorà tra incontri e cultura
Da venerdì 15 maggio palazzo Scarpa-Gemin in via Roma diventa teatro di una rassegna di appuntamenti

Non solo palazzi storici e auditorium, anche gli spazi urbani possono diventare teatro di cultura, volano di iniziative ed eventi. Ancor più quando essi stessi rappresentano luoghi di pregio , unicità architettoniche e urbanistiche. È il caso della Galleria Altinia, al pianterreno del condominio Simonetti di via Roma a Treviso, gioiello disegnato dagli architetti Scarpa e Gemin negli anni Sessanta e diventato luogo del Fai nella scorsa campagna di primavera.
Proprio il grandissimo afflusso di pubblico, cui è stato permesso di entrare in un luogo privato non accessibile, ha indotto i residenti a scommettere sulle potenzialità sociali di uno spazio dal grandissimo valore architettonico.
Ed ecco la Galleria Altinia diventare scenario di una serie di incontri aperti alla cittadinanza (fino a disponibilità di posti). Il primo venerdì 15 maggio, un pomeriggio letterario organizzato con Diego Ponzin – presidente della fondazione Banca degli occhi del Veneto – e il filosofo Umberto Curi, per presentare il libro “Il gesto dell’ombrello e altri racconti” scritto dallo stesso Ponzin. Appuntamento dalle 18 alle 20, con aperture e inframezzi musicali con la cantante Sara Sgarabottolo e momenti di dibattito con il pubblico (info a eventi.galleriaaltinia@gmail.com).
Poi, altre tre date già in programma per i “Ritratti di design” organizzati dal Design festival a cura di Paola Bellin e Veronica Sossai. Il primo il prossimo 22 maggio con le voci di tre studi e professionisti del settore (Eccentrico Studio, Elisa Altan, They Simply design), il secondo venerdì 5 giugno con Studio Nuvole, Marco Guberti, Studio Matce e Eva Feletto; l’ultimo il 12 giugno con gli studi Casagrande-Zanette, Tolook, Bortoluzzi-Breda-Nan. Tutti sempre a partire dalle 19 (info@edesignfestival.it). Uno spazio che vuole trovare un ruolo non solo fisico nel panorama del centro di Treviso ponendosi come ambiente duttile, dove parlare, ascoltare, riflettere.
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