La Galleria Altinia a Treviso rinasce come agorà tra incontri e cultura

Da venerdì 15 maggio palazzo Scarpa-Gemin in via Roma diventa teatro di una rassegna di appuntamenti

Federico De Wolanski
Le visite in Galleria Altinia con il Fai
Le visite in Galleria Altinia con il Fai

Non solo palazzi storici e auditorium, anche gli spazi urbani possono diventare teatro di cultura, volano di iniziative ed eventi. Ancor più quando essi stessi rappresentano luoghi di pregio , unicità architettoniche e urbanistiche. È il caso della Galleria Altinia, al pianterreno del condominio Simonetti di via Roma a Treviso, gioiello disegnato dagli architetti Scarpa e Gemin negli anni Sessanta e diventato luogo del Fai nella scorsa campagna di primavera.

Proprio il grandissimo afflusso di pubblico, cui è stato permesso di entrare in un luogo privato non accessibile, ha indotto i residenti a scommettere sulle potenzialità sociali di uno spazio dal grandissimo valore architettonico.

Ed ecco la Galleria Altinia diventare scenario di una serie di incontri aperti alla cittadinanza (fino a disponibilità di posti). Il primo venerdì 15 maggio, un pomeriggio letterario organizzato con Diego Ponzin – presidente della fondazione Banca degli occhi del Veneto – e il filosofo Umberto Curi, per presentare il libro “Il gesto dell’ombrello e altri racconti” scritto dallo stesso Ponzin. Appuntamento dalle 18 alle 20, con aperture e inframezzi musicali con la cantante Sara Sgarabottolo e momenti di dibattito con il pubblico (info a eventi.galleriaaltinia@gmail.com).

Poi, altre tre date già in programma per i “Ritratti di design” organizzati dal Design festival a cura di Paola Bellin e Veronica Sossai. Il primo il prossimo 22 maggio con le voci di tre studi e professionisti del settore (Eccentrico Studio, Elisa Altan, They Simply design), il secondo venerdì 5 giugno con Studio Nuvole, Marco Guberti, Studio Matce e Eva Feletto; l’ultimo il 12 giugno con gli studi Casagrande-Zanette, Tolook, Bortoluzzi-Breda-Nan. Tutti sempre a partire dalle 19 (info@edesignfestival.it). Uno spazio che vuole trovare un ruolo non solo fisico nel panorama del centro di Treviso ponendosi come ambiente duttile, dove parlare, ascoltare, riflettere.

 

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