Zanetti, corsa elettorale da 100mila euro

Bilanci di previsione dei candidati e delle liste. Per Gentilini 85 mila euro in buona parte dalla Lega. Grillini a quota tremila
Di Federico De Wolanski
AGOSTINI TREVISO PRESENTAZIONE LISTE E CANDIDATI LEGA NORD PER G. GENTILINI SINDACO ALLA LOGGIA DEI 300
AGOSTINI TREVISO PRESENTAZIONE LISTE E CANDIDATI LEGA NORD PER G. GENTILINI SINDACO ALLA LOGGIA DEI 300

Quanto vale la poltrona di sindaco di Treviso? Circa 300mila euro, soldo più, soldo meno. Tanto infatti hanno previsto di spendere i sei candidati tra manifesti, spot, lettere, gazebo e altre iniziative per guadagnarsi il favore degli elettori.

Il più (economicamente) impegnato? Massimo Zanetti, patron del caffè, che con la sponda delle destra Rinascita Treviso e Scelta Civica ha messo sul piatto un progetto di campagna elettorale da 100.919 €. A fare la parte del leone sono – vien da dire ovviamente – le personalissime casse della lista Per Masimo Zanetti, che ha presentato un proseptto di spesa da 83.764 euro diviso tra annunci su quotidiani e Tv (20mila euro circa), pubblicità mobile e fissa lungo le strade (15.000€), cene e rinfreschi di presentazione tra Hotel, ristoranti per 5000 euro circa, sondaggi e santini pubblicitari. Rinascita Treviso di Luca Dotto ha versato per la causa 7.155 euro investendo in pubblicità sugli autobus (prima dall’apparentamento con Zanetti Dotto faceva ancora pubblicità a se stesso) e cartacea e diecimila euro sono arrivati invece dalla civica di Renosto, Ortica &Co che il rendiconto – piccola nota di colore – l’hanno compilato a mano.

Gentilini? Con il carro trainato da ben 4 liste – sarebbero state cinque se non fosse stata esclusa «Fratelli d’Italia» – ha messo in preventivo una campagna da 85.500 euro; soldi in buona parte usciti dalle casse della Lega che riempie le fila delle liste «Gentilini sindaco» e «Lista Lega nord» (nell’ordine 31mila euro e 48mila). Un piccolo contributo l’hanno dato piccola i 21 giovanissimi di «Treviso ci piace» (3000 euro); e un altro piccolo sfozo, che a paragone di altri risulta irrisorio, la lista Pdl di Giampiero Aloisi che per lanciare Genty ha previsto di investire 3500 euro, 2mila per le stampe, 1500 per spese e affitti... e velenosamente qualcuno già sottolinea che vorrebbero un assessorato o più. Chi, nel Pdl, poteva correre e investire è l’assessore uscente Beppe Mauro, che dopo aver rotto i ponti rinunciando ad accodarsi per rilanciare Gentilini si è messo in proprio promuovendo la sua «Grande Treviso» con 47mila euro (25 dalla sua lista, 22 dalla lista «Fare Treviso Futura»). Tanto ha speso anche la cordata di Giovanni Manildo (anche qui cinque liste), che ha messo in preventivo una campagna da 46 mila euro sostenuta da Pd (14 mila euro), «Impegno civile» (12.400) e «Per Treviso» (11mila circa) con la spalla di «Treviso civica» (4500 euro) e Sel (2000 euro circa).

Corre, e fa tutto da sola, l’indipendentista Alessia Bellon che con la sua lista punta alla poltrona di sindaco di Treviso all’insegna del taglio alle spese e alle tasse con una campagna da 12.500 euro in buona parte da spendere per dibattiti e tavole rotonde. Sarà così? È la domanda che molti si pongono per la campagna di Alessandro Gnocchi, Movimento 5 Stelle, che prevede di non spendere più di 3050 euro in gran parte usati per eventi in piazza, tipo la venuta di Grillo e per una campagna ad oggi molto web e piccoli incontri.

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